Riforma sanità, GIMBE boccia il Ddl: “Senza risorse rischia più disuguaglianze”

La riforma del Servizio sanitario nazionale torna al centro del confronto politico e istituzionale, sollevando interrogativi rilevanti sul futuro della sanità pubblica. In occasione dell’audizione al Senato sul Disegno di legge delega per la riorganizzazione del sistema, la Fondazione GIMBE ha espresso una valutazione fortemente critica, mettendo in evidenza nodi strutturali che rischiano di compromettere gli obiettivi dichiarati dal provvedimento.

Nel contributo pubblicato su La Stampa, il 14 aprile 2026 il presidente Nino Cartabellotta richiama l’attenzione su alcuni aspetti centrali: l’assenza di risorse aggiuntive, l’ampiezza della delega, il mancato rafforzamento dell’esigibilità dei diritti e il rischio di un progressivo spostamento degli equilibri a favore della sanità privata. Questioni che si intrecciano con una preoccupazione più ampia, quella di un possibile aumento delle disuguaglianze territoriali e sociali nell’accesso alle cure.

Il dibattito sulla riforma si inserisce in un contesto già segnato da forti criticità del sistema sanitario, tra carenza di personale, difficoltà della medicina territoriale e crescente pressione sugli ospedali. Per questo, secondo GIMBE, ogni intervento dovrebbe partire da un confronto ampio e trasparente, capace di rimettere al centro i principi fondanti del Servizio sanitario nazionale: universalità, equità e uguaglianza.

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