Dalla Toscana in oltre diecimila a Roma (FOTO)

Una grande manifestazione nazionale perché i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione italiana tornino a essere pienamente riconosciuti dal Nord al Sud del Paese, dalle grandi città alle estreme periferie. Circa 200mila persone da tutta Italia hanno partecipato – più di 10mila dalla Toscana – hanno preso parte il 7 ottobre a Roma alla manifestazione “La via maestra, insieme per la Costituzione” Tra loro numerosi rappresentanti degli Spi arrivati da tutta la Toscana.

Una manifestazione, che ha visto l’adesione di oltre 100 associazioni e reti associative, per il lavoro, contro la precarietà, per il contrasto alla povertà, contro tutte le guerre e per la pace, per l’aumento dei salari e delle pensioni, per la sanità e la scuola pubblica, per la tutela dell’ambiente, per la difesa e l’attuazione della Costituzione contro l’autonomia differenziata e contro lo stravolgimento della Repubblica parlamentare.

Due i cortei giunti in Piazza San Giovanni, dove nel pomeriggio ha parlato il segretario generale della Cgil nazionale Maurizio Landini.

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Lo Spi Cgil sostiene con forza le ragioni che hanno spinto la Confederazione e oltre cento associazioni a promuovere la manifestazione nazionale.

“L’Italia dovrebbe essere una Repubblica democratica fondata sul lavoro, un diritto riconosciuto a tutte e tutti, pagato in maniera adeguata, senza discriminazioni tra donne e uomini. Questo stabilisce la Costituzione – si legge su spicgil.it – La realtà, però, è l’esatto opposto: il lavoro è povero, nero, sottopagato. E soprattutto non è un diritto garantito. Non è l’unico diritto fondamentale sancito dalla Costituzione e ancora disatteso: l’uguaglianza di tutte le persone, la tutela dei diritti civili e sociali restano sulla Carta, mentre le azioni del governo si muovono spesso in direzione opposta. Dalla salute alla scuola, dal fisco alla giustizia sociale e ambientale il nostro Paese sta dimenticando l’interesse generale della collettività. Per questo abbiamo bisogno di ripartire dai contenuti della Costituzione nata dalla Resistenza. I progetti di autonomia differenziata e il superamento del modello di Repubblica parlamentare attraverso l’elezione diretta del capo dell’esecutivo sono sbagliati perché spaccano il Paese e limitano gli spazi di democrazia e partecipazione”.

“La decisione è stata presa: i pensionati torneranno a manifestare in piazza a Roma insieme alla Cgil e ad oltre 100 associazioni – si legge nella newsletter di pensionati.it – Una mobilitazione che si rende quanto mai necessaria per chiedere che si aumentino stipendi e pensioni, che si contrasti l’evasione fiscale, che si favorisca il lavoro stabile e si cancelli la precarietà, per approvare una vera riforma previdenziale che superi la legge Fornero, per difendere e rilanciare il Sistema Sanitario Nazionale, insomma per realizzare una nuova strategia per affrontare le crisi vecchie e nuove. La Costituzione deve essere la nostra bussola, rispettarla e applicarla significa abitare un paese più giusto e più unito.
Uniti siamo una forza.

 

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L’appello contro il razzismo, per un’Italia accogliente

I promotori della manifestazione lanciano anche un appello “Contro il razzismo, per un’Italia accogliente” a difesa della Costituzione per cistruire una società accogliente e plurale.

Si legge nell’appello:

Occorre pertanto, per dare piena attuazione alla Carta Costituzionale, intervenire per:
• un profondo processo di riforma della legislazione sullʼimmigrazione per superare il
carattere punitivo e restrittivo che ha caratterizzato la nostra legislazione passata e
presente (dalla Legge Bossi-Fini, ai tanti decreti legge che hanno ridotto progressivamente
lo spazio dei diritti per le persone di origine straniera, alla mancata modifica
della legge sulla acquisizione della cittadinanza italiana);
• investire in termini strutturali nel sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati,
inserendolo stabilmente come servizio del sistema nazionale di welfare territoriale;
• garantire adeguati e strutturali canali di accesso legali per lavoro e per ricerca di
lavoro, cosi come per chiedere protezione;
• investire su un processo di regolarizzazione che superi le limitazioni dei provvedimenti
adottati in questi anni, consentendo a chi è già presente sul territorio nazionale di accedere
ad una procedura di emersione stabile.

 

 

 

 

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