Anziani sotto sfratto. Lo Spi: “serve una nuova idea di città”

Il campanello suona a vuoto. Le finestre che si affacciano su via Santa Maria sono chiuse. Qui abitano, o forse è più corretto dire abitavano, Antonietta e sua mamma Carmela. Il 28 giugno hanno avuto lo sfratto esecutivo. È arrivata anche la polizia. Lo sfratto è in mano agli avvocati e alla forza pubblica. La prossima tappa è in calendario il 28 luglio. Antonietta ha quasi settant’anni, sua mamma ne ha 96, è in carrozzina, sorda, quasi cieca. Il loro piccolo appartamento si trova vicino all’angolo con via Romana. Siamo nel cuore dell’Oltrarno fiorentino, a due passi da piazza Santo Spirito.

Ora dalle case sbucano uno dopo l’altro soltanto stranieri. Turisti da tutto il mondo, un’invasione. Gli affitti schizzano alle stelle. Non c’è più posto per gli anziani. È la legge del mercato bellezza, direbbe qualche cinico economista. Antonietta e sua mamma hanno vissuto in questi 40 metri dal 1972, per oltre cinquant’anni. In affitto. Pagavano 280 euro al mese. I due locali si trovano al piano terra, sono angusti, la luce è scarsa e al centro della casa c’è addirittura una botola che si apre sul pozzo nero del piccolo condominio. Il tubo del camion di spurghi deve passare dalla loro porta di casa.

Antonietta ha avuto una vita tutta in salita. È arrivata a Firenze dalla Basilicata. Ha cresciuto da sola i due figli. Loro per fortuna se la cavano in maniera dignitosa. Per pagare l’affitto faceva la donna delle pulizie. Ora ha una pensione di 700 euro al mese. Non ha mai avuto problemi con il vecchio proprietario. Qualche anno fa però lui ha venduto l’appartamento. Con la nuova proprietà è scattato lo sfratto e pare anche una richiesta di risarcimento per migliaia di euro di cosiddetti mancati guadagni.

Poi, dopo gli avvocati, è arrivato il 28 giugno. Il giorno dello sfratto con l’ufficiale giudiziario. La tensione, l’angoscia, Antonietta e sua mamma malata in mezzo ad avvocati, giornalisti, poliziotti. C’erano anche persone del quartiere che si sono radunate davanti al portone. Molte erano del Comitato Santo Spirito, altre del comitato di piazza Tasso. Un sussulto spontaneo, uno degli ultimi sussulti dell’anima popolare di Firenze, ormai in via di estinzione.

C’era, in via Santa Maria, anche Giovanni Pallanti, assessore alla casa per due volte negli anni Ottanta, che abita in Santo Spirito e parla di vicenda orribile, di disumanità nei confronti di queste due povere donne anziane. Non è il solo a farlo. «Ho visto sul loro volto l’umiliazione, non se lo meritavano. Non è giusto così, mi dispiace tanto. Qui nel quartiere è cambiato tutto, di noi anziani non si preoccupa più nessuno, contano solo i turisti» dice Maria Vannello del comitato Santo Spirito, che ha scritto a Palazzo Vecchio, all’assessore alla casa Albanese. Le hanno risposto solo dalla Fondazione comitato per le case agli indigenti. È lì che sta l’ultima ancora di salvezza per Antonietta e sua mamma.

C’è chi dice che forse avrebbero potuto resistere, perché se se ne vanno non sarebbero più sotto sfratto e perderebbero anche punti nella graduatoria per l’assegnazione delle case popolari. Ma non sempre è facile resistere a settant’anni, con una mamma in sedia a rotelle di 96. Così l’intervento con l’ufficiale giudiziario del 28 giugno ha avuto un primo effetto. Il campanello di via Santa Maria suona senza risposta. Carmela per ora è stata portata a Siena, accolta da un nipote. Antonietta invece è andata a Novoli, la periferia nord di Firenze, ospitata dalla figlia. Strappate entrambe dalla casa dove hanno vissuto per una vita. Divise l’una dall’altra. Un dolore infinito. Un’ingiustizia. Alla quale Firenze e le sue istituzioni per ora sembrano assistere senza neanche scuotersi troppo.

Lo Spi Cgil: servono condomini pubblici solidali

«La casa deve essere il primo luogo di cura per gli anziani. Lo diciamo noi della Cgil da tanto tempo, lo dicono gli studi scientifici. Ma se la casa non c’è, se la casa quando uno diventa anziano viene meno, perché sei sfrattato, di che cosa stiamo parlando?». Marisa Grilli, della segreteria regionale toscana dello Spi Cgil, è colpita dalla storia delle due anziane sfrattate nel cuore di Firenze ma non è sorpresa.

«Purtroppo non è l’unica – dice – e le cose, credo, non andranno a migliorare, considerato il fatto che il governo Meloni non ha confermato neanche il bonus affitti e continua a portare avanti provvedimenti che vanno a colpire proprio i poveri, le persone più deboli. La politica parla, annuncia e poi? Dopo resta spesso il nulla». Sull’emergenza casa Grilli rilancia la necessità che la politica ripensi le nostre città, se vogliamo avere un futuro in cui agli anziani sia assicurata prima di tutto una casa in cui poter vivere. Il primo passo, questo, per assicurare poi un’assistenza domiciliare che è fondamentale, come alternativa indispensabile alla cosiddetta istituzionalizzazione degli anziani.

«Pensare quindi a condomini pubblici solidali, in cui tra l’altro valorizzare la socialità. La nostra società invecchia, le politiche per gli anziani debbono essere una delle priorità», aggiunge. L’altro problema che emerge dalla storia delle due anziane sfrattate a Firenze è «la mancata programmazione di edilizia popolare negli ultimi trent’anni», che ha acuito la debolezza, la fragilità delle famiglie più povere sul mercato della casa.

Leggi anche l’intervista a Laura Grandi (Sunia) sull’emergenza sfratti.

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