Si è conclusa a Rovereto la 29ª Festa nazionale di LiberEtà: due giorni di cultura, partecipazione e impegno civile

“Chissà se fuori… Aprire lo sguardo, ritrovare comunità, cura, futuro”. È stato questo il filo conduttore della 29ª Festa nazionale di LiberEtà, che il 10 e l’11 giugno ha trasformato Rovereto in un luogo di incontro, confronto e partecipazione. Un’edizione che ha richiamato centinaia di persone da tutta Italia, tra sindacaliste e sindacalisti, LiberAttive e LiberAttivi, lettrici e lettori, autrici e autori, rappresentanti del mondo della cultura e dell’associazionismo.

La città trentina, simbolo di memoria e di pace, ha ospitato l’appuntamento annuale promosso dalla rivista e dalla casa editrice dello Spi CGIL, dedicato quest’anno alla necessità di uscire dall’isolamento, ricostruire relazioni e immaginare un futuro fondato sulla cura delle persone e delle comunità.

La manifestazione si è aperta con la cerimonia di premiazione del Premio LiberEtà, del Premio Guido Rossa e di Spi Stories, il concorso dedicato ai cortometraggi italiani e internazionali. A guidare il pubblico tra racconti, testimonianze e memoria è stato ancora una volta Neri Marcorè, presenza ormai consolidata della Festa, capace di alternare ironia e riflessione.

Grande spazio è stato dedicato anche ai LiberAttivi, i volontari e le volontarie che ogni giorno promuovono la diffusione della rivista e animano la presenza dello Spi CGIL nei territori. A loro è stato consegnato un riconoscimento da parte dell’attrice e regista Cinzia Zadro, preceduto dall’esibizione della giovane comica Monir Ghassem, che ha affrontato con leggerezza temi come la precarietà e le difficoltà vissute dalle nuove generazioni.

La seconda giornata si è aperta con l’intervento dell’attrice Lella Costa, prima della tavola rotonda “Fuori, insieme. La cura come gesto politico tra relazioni, lavoro e cittadinanza”, moderata da Neri Marcorè. Al confronto hanno partecipato Alba Bonetti, Walter Massa, presidente nazionale Arci, Tania Scacchetti, segretaria generale dello Spi CGIL, ed Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico.

Nel corso del dibattito è emersa con forza l’idea che la cura non rappresenti soltanto una dimensione privata, ma un vero e proprio valore politico, indispensabile per contrastare la solitudine, rafforzare il welfare e ricostruire legami sociali in un Paese sempre più attraversato da fragilità e disuguaglianze.

A chiudere la Festa è stato il segretario generale della CGIL Maurizio Landini, che ha richiamato l’urgenza di difendere il lavoro, la sanità pubblica e il sistema di welfare, sottolineando come il contrasto alla precarietà e la tutela dei diritti rappresentino condizioni imprescindibili per costruire una società più giusta e inclusiva. Nel suo intervento ha ribadito il valore della partecipazione collettiva e della solidarietà come strumenti fondamentali per affrontare le sfide del presente.

Tra i momenti più apprezzati anche l’apertura straordinaria del Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Rovereto, che ha consentito ai partecipanti di vivere un’esperienza culturale condivisa all’interno del programma della manifestazione.

La Festa nazionale di LiberEtà si conferma così uno degli appuntamenti più significativi dello Spi CGIL, capace di unire cultura, memoria, impegno civile e confronto politico. Un’occasione per riflettere sui grandi temi del nostro tempo, ma soprattutto per riaffermare il valore delle relazioni, della partecipazione democratica e della costruzione di comunità solidali, nella convinzione che solo insieme sia possibile affrontare le sfide del futuro.

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