Il Rendiconto di Genere 2025, presentato a Roma il 24 febbraio 2026, offre un’analisi articolata e aggiornata delle principali dimensioni che caratterizzano la condizione femminile e maschile nel nostro Paese. Attraverso dati ufficiali provenienti da Istat, INPS, Ministeri e Osservatori istituzionali, il documento ricostruisce un quadro complesso che attraversa demografia, istruzione, mercato del lavoro, famiglie, violenza di genere e sistema previdenziale.
Dalla composizione della popolazione italiana – che al 1° gennaio 2025 conta 58.943.464 abitanti – fino alle dinamiche occupazionali e retributive, il Rendiconto evidenzia con chiarezza i divari ancora esistenti tra donne e uomini. Particolare attenzione è dedicata al tasso di occupazione, alla diffusione del part-time (spesso involontario per le lavoratrici), al differenziale retributivo tra settore pubblico e privato, nonché alla minore presenza femminile nei ruoli dirigenziali.
Il documento approfondisce inoltre il tema della conciliazione tra vita e lavoro, analizzando l’utilizzo dei congedi parentali, l’andamento del bonus asilo nido e la distribuzione territoriale dei servizi per la prima infanzia, mettendo in luce le persistenti disuguaglianze tra Nord e Sud. Un focus specifico è dedicato alla violenza di genere, con dati aggiornati sull’incidenza dei reati, sugli omicidi in ambito familiare o affettivo e sulle misure di sostegno economico come il Reddito di libertà.
Infine, il Rendiconto affronta il tema delle prestazioni pensionistiche e previdenziali, evidenziando differenze negli importi medi delle pensioni e nelle tipologie di trattamento, a conferma di come le disparità maturate durante la vita lavorativa producano effetti strutturali anche nella fase pensionistica.
Si tratta di uno strumento di analisi e consapevolezza fondamentale per orientare le politiche pubbliche e l’azione sindacale, nella prospettiva di una reale parità sostanziale.









