Vaccinazioni per gli anziani: la prevenzione protegge salute, autonomia e qualità della vita

Proteggere la salute significa anche proteggere la propria autonomia. È questo il messaggio che emerge dal nuovo documento divulgativo “Le vaccinazioni per proteggere la popolazione anziana in Italia – 12 cose da sapere e da fare”, realizzato da HappyAgeing – Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo, di cui fa parte anche lo SPI CGIL, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza delle vaccinazioni nella popolazione over 60.

In un Paese in cui una persona su quattro ha più di 65 anni, l’invecchiamento della popolazione rappresenta una conquista, ma anche una sfida per il sistema sanitario. Con l’età, infatti, il sistema immunitario diventa meno efficiente – un fenomeno noto come immunosenescenza – e aumenta il rischio che infezioni comuni si trasformino in malattie gravi, con ricoveri, perdita di autonomia e complicanze anche permanenti.

Vaccinarsi significa vivere meglio, non solo evitare la malattia

Il documento sottolinea un concetto spesso trascurato: la vaccinazione non serve soltanto a prevenire l’infezione, ma a mantenere una buona qualità della vita, evitando che una malattia comprometta l’indipendenza delle persone anziane.

Proteggersi significa continuare a svolgere le attività quotidiane, mantenere relazioni sociali, prendersi cura di sé e dei propri familiari. Allo stesso tempo, la prevenzione vaccinale contribuisce a ridurre l’uso inappropriato degli antibiotici e quindi a contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, una delle principali emergenze di salute pubblica.

Anche dal punto di vista economico la prevenzione è un investimento: secondo le stime riportate nel documento, ogni euro investito nella vaccinazione può generare risparmi molto superiori ai costi sostenuti per curare le complicanze delle malattie prevenibili.

Le vaccinazioni raccomandate dopo i 60 anni

La pubblicazione dedica ampio spazio alle principali vaccinazioni raccomandate per la popolazione anziana, illustrando per ciascuna i rischi della malattia e le indicazioni pratiche.

Tra queste figurano:

  • vaccinazione antinfluenzale, da ripetere ogni anno a partire dai 60 anni;
  • vaccinazione antipneumococcica, consigliata dai 65 anni per prevenire polmoniti e infezioni invasive;
  • vaccino contro l’herpes zoster (Fuoco di Sant’Antonio), raccomandato a partire dai 65 anni;
  • richiamo contro tetano, difterite e pertosse, da effettuare ogni dieci anni per tutta la vita;
  • vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale (VRS), particolarmente importante per le persone con patologie croniche;
  • richiami anti-Covid, secondo le indicazioni aggiornate delle autorità sanitarie.

Il documento ricorda inoltre che oggi sono disponibili, per diverse vaccinazioni, formulazioni specificamente studiate per le persone anziane, capaci di stimolare meglio il sistema immunitario.

Il ruolo del medico di famiglia

Un messaggio ricorrente della guida è l’importanza del confronto con il medico di medicina generale, che resta il punto di riferimento per verificare la propria situazione vaccinale e valutare quali vaccinazioni siano indicate in base all’età e alle eventuali patologie croniche.

Chi non ricorda le vaccinazioni già effettuate può chiedere al proprio medico di consultare il Fascicolo sanitario elettronico o l’anagrafe vaccinale regionale, così da evitare sia omissioni sia richiami non necessari.

Le richieste di HappyAgeing alle istituzioni

Accanto alle indicazioni rivolte ai cittadini, HappyAgeing individua anche alcune priorità per rafforzare la prevenzione nel nostro Paese.

Tra le proposte figurano una maggiore informazione sulle malattie prevenibili, il potenziamento della rete vaccinale coinvolgendo medici di famiglia, Case della Comunità, ospedali, farmacie e centri vaccinali, un aggiornamento uniforme del Calendario Vaccinale Nazionale e maggiori investimenti nella prevenzione, considerata non una spesa ma un investimento per il futuro.

L’impegno dello SPI CGIL

Lo SPI CGIL, che aderisce a HappyAgeing, sostiene da tempo la diffusione della cultura della prevenzione come parte integrante del diritto alla salute. Promuovere le vaccinazioni significa tutelare non solo le persone anziane più fragili, ma l’intera comunità, riducendo ricoveri, complicanze e disuguaglianze nell’accesso alle cure.

Una prevenzione efficace permette infatti di invecchiare in salute, preservando autonomia, partecipazione sociale e qualità della vita: obiettivi che rappresentano una priorità per il sindacato dei pensionati e per tutto il Servizio sanitario pubblico.

 

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