Siena, Spi Cgil al Comune: “Sanità territoriale pubblica e non autosufficienti siano le priorità”

Lo Spi Cgil Siena si dice preoccupato per la determina del Consiglio del Comune di Siena che ha approvato una variante per la realizzazione di una struttura sanitaria.
Preoccupa, e non poco, la determina del Consiglio del Comune di Siena che ha approvato la variante (con soli 4 voti contrari!!!) per la realizzazione dell’ennesima struttura sanitaria privata a Siena nei locali ex Telecom di Via Nino Bixio, dimenticandosi che non meno di un anno fa l’Amministrazione comunale ha sottoscritto un accordo con Regione, Provincia ed Asl Toscana Sud Est per il recupero dell’edificio della Provincia di Viale Sardegna da destinare a Distretto e Casa della Comunità.
Questa decisione di autorizzare l’apertura di una nuova struttura sanitaria privata, di cui non ne sentivamo la necessità, visto il proliferare di studi medici e poliambulatori privati in questa città, appare oltretutto quanto mai contraddittoria, in quanto il Comune si è impegnato per la creazione di un’importante struttura sanitaria pubblica a poche centinaia di metri da dove dovrebbe nascere questo nuovo centro privato. Una determina che quindi penalizza e frena il progetto della Casa della Comunità e lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Comune di Siena e, vista la celerità con cui il Comune ha approvato la variante, potremmo anche assistere all’apertura del centro privato molto prima che il progetto della struttura pubblica trovi la sua realizzazione; peraltro vorremmo sapere da Asl Sud Est, Comune e Regione a che punto è la sua progettazione…
La mancanza di strutture sanitarie pubbliche territoriali penalizza in modo particolare le fasce di cittadini più fragili e le persone anziane, soprattutto quelle non autosufficienti, che già nella pandemia hanno maggiormente sofferto della debolezza dell’attuale sistema di servizi nel territorio e che si aspettano ora che siano accelerati e non frenati i progetti di sviluppo dell’assistenza socio sanitaria territoriale pubblica; i cittadini non devono essere costretti a rivolgersi alle strutture private a causa di questa cronica assenza.
Gli investimenti e la riforma dell’assistenza territoriale (DM 77/2022) decisi con il PNRR – pur con i limiti che abbiamo più volte evidenziato, a partire dalla carenza di personale – sono indispensabili; nell’ambito di un modello di sanità pubblico e universale, i servizi sociali e sanitari integrati e di prossimità sono i più appropriati fattori di prevenzione e di cura, essendo aperti e organizzati nei luoghi della vita quotidiana delle persone.
Pertanto chiediamo alla Asl Toscana Sud Est e al Comune di Siena di aprire un confronto urgente con il sindacato dei pensionati unitamente alla Confederazione per avere informazioni e precisazioni su come intendano portare avanti la tutela delle persone più fragili e realizzare una vera medicina di prossimità.
SPI CGIL Siena

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