Pronto? Sono il dottor Parniani

(dal numero di gennaio 2026 di LiberEtà Toscana)

Dal 1° novembre un giovane medico italo-iraniano è stato assegnato a Firenzuola, nell’Alto Mugello, dove assiste 1.800 pazienti. Molti dei quali anziani

Mentre saluta dà un’occhiata rapida al cellulare: «Devo rispondere a sessanta messaggi…», dice sorridendo. Sono i suoi pazienti che lo cercano. Payman Parniani Far di anni ne ha 29. È alto, robusto, ha un sorriso buono, pacifico. È misurato nei modi, non mostra presunzione, semmai il contrario. Dal 1° novembre scorso è il nuovo medico di famiglia a Firenzuola, paese di 4.500 abitanti nell’Alto Mugello, in provincia di Firenze.
Una buona notizia per la comunità, che una volta poteva contare su quattro medici. Così l’arrivo di Payman – che prende il posto della dottoressa Manuela Zagni andata in pensione e divide i pazienti di Firenzuola con una collega – è stato salutato anche dal sindaco Buti come un evento. In Toscana sono circa duecentomila le persone che non hanno un medico
di famiglia. Vivono soprattutto nelle cosiddette aree interne, paesi lontani dalle città, in zone disagiate, dove non sempre i medici vanno volentieri. Payman invece ha accettato con entusiasmo. Ancora non ha fatto il corso per medico di medicina generale, ma è potuto entrare in servizio in anticipo proprio per coprire un’emergenza.

Ha vissuto sempre a Firenze
, dov’è nato, con i suoi genitori, fuggiti dall’Iran negli anni Ottanta e approdati nel capoluogo toscano. Lì hanno proseguito gli studi. Il babbo in architettura. La mamma, dopo essersi laureata in medicina, ha svolto servizio di guardia medica in mezza Toscana, compresa Firenzuola, e tra non molto dovrebbe andare in pensione. Ha un fratello più grande di tre anni, anche lui medico. Payman lavora dodici ore al giorno e ha circa 1.800 pazienti, il tetto massimo consentito, alzato di recente proprio per venire incontro alla carenza di medici. Lo aspetta un compito non semplice. «Non mi spaventa il carico di lavoro – dice – tra i miei pazienti ci sono molti anziani, e per loro l’unico punto di riferimento sono io. Soprattutto in alcune frazioni più piccole e isolate. Hanno bisogno di sapere che c’è qualcuno che può andare a visitarli, magari anche soltanto per rassicurarli se sono preoccupati per un po’ di tosse, per un dolore, un acciacco dovuto all’età. Ci sono anche anziani che vivono soli, e per loro sapere che ci sono è ancora più importante. Quando chiamano io vado, perché sono lì in servizio per loro. Anche oggi, prima di andare in ambulatorio, ho una visita a casa di un paziente. Ne faccio in media un paio al giorno a domicilio. E devo dire che proprio questo è uno dei lati più belli di questo lavoro, il rapporto che si può instaurare con il paziente».

Il lavoro di Payman
da Firenzuola si irradia anche nei piccoli paesi circostanti,
in cinque frazioni, alcune a mezz’ora di auto, altre in montagna come Pietramala. «Anche per questo – afferma –, considerando l’inverno, ho comprato una macchina nuova». Da gennaio inoltre il giovane medico ha trovato una casa in affitto ed è andato ad abitare a Firenzuola. «Così non devo più fare avanti e indietro da Firenze. Sono circa sessanta chilometri – aggiunge – ci vogliono quasi tre ore di auto tra andata e ritorno». Prima di trovare casa in affitto a Firenzuola, quando faceva più tardi per il lavoro, restava a dormire alla Misericordia. «Dico loro grazie, mi hanno aiutato». L’ultimo pensiero va all’Iran. «Ciì sono stato solo una volta, quando ci tornarono i miei genitori, ma io ero piccolissimo. Ci andrei volentieri, almeno per conoscere le origini della mia famiglia. Però io sono nato a Firenze e sono abituato alla vostra libertà».

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