Pensioni, Gramolati al Tirreno: “La rivalutazione un atto dovuto. Le difficoltà restano”

Il Tirreno di venerdì 11 novembre dedica un articolo agli aumenti in arrivo sulle pensioni dal 1° gennaio 2023, ospitando anche un’intervista al segretario generale dello Spi Cgil Toscana Alessio Gramolati.

Circa un milione di pensionati toscani saranno interessati dalla rivalutazione fissata con il decreto del ministro dell’Economia Giorgetti, che stabilisce l’adeguamento degli assegni pensionistici all’inflazione (+ 7,3%).
Come spiega Il Tirreno, la percentuale di adeguamento varierà a seconda della fascia: l’adeguamento pieno del 100% si applicherà per le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo (2.102 euro lordi), mentre oltre tale soglia si applicherà alla quota “eccedente” il 90% dell’inflazione per gli assegni oltre le 4 e fino alle 5 volte il tetto minimo (ovvero fino a 2.627 euro), e il 75% per quelli che superano questa seconda fascia. Inoltre, coloro che hanno beneficiato della rivalutazione prevista dal decreto aiuti bis per ottobre e novembre 2021, si vedranno sottratta la percentuale già ricevuta (del 2%) rispetto a quella prevista dal decreto per assegni non superiori a 2.692 euro.

Per fare alcuni esempi, chi ha attualmente una pensione di importo lordo di 525 euro passerà dal 1° gennaio a 563 euro (+38 euro), chi ne ha una di 1500 euro passerà a 1.610, che ha un assegno di 4000 euro avrà un aumento di 260 euro.

La rivalutazione, avverte sul Tirreno il segretario generale dello Spi Cgil Toscana Alessio Gramolati,  è solo “un atto dovuto”. “Non si può gioire di un’inflazione alta che determina un maggiore adeguamento – afferma Gramolati -. Bisogna invece pretendere politiche capaci di contrarre l’inflazione”. Le difficoltà restano. “La voce di spesa che pesa maggiormente – sottolinea il segretario generale dello Spi Cgil Toscana – è il caro energia. Che spesso vediamo colpire in modo particolare donne anziane e sole, sempre più in difficoltà”.

In sostanza, quando si parla di rivalutazioni delle pensioni, occorre tenere presente che si sta parlando di aumenti lordi, quindi soggetti a tassazione. Per fare un esempio, se prima avevo una pensione di 1000 euro lordi corrispondente a 898 euro netti, dall’anno nuovo il lordo sarà di 1073 euro e il netto di 949, per cui nella sostanza l’aumento in termini netti sarà di 51 euro. Di conseguenza per effetto del drenaggio fiscale non recupererò comunque tutto il potere di acquisto che ho perso per effetto dell’inflazione.

Secondo Gramolati, inoltre, occorrererebbe intervenire sulla fiscalità, poichè a parità di reddito i pensionati e poi i lavoratori dipendenti pagano più tasse di altre categorie professionali, divario che con la manovra del governo aumenterebbe dato che la flat tax al 15% verrebbe estesa ai redditi fino a 80000 euro.

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