La Toscana punta sulla telemedicina: il nuovo modello organizzativo

Dopo il progetto “A casa in buona compagnia”, avviato nel 2019 grazie a un accordo con i sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Toscana, la Regione si dà delle regole per la telemedicina. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al diritto alla Salute Simone Bezzini, ha approvato il nuovo modello organizzativo dei servizi di telemedicina per seguire i pazienti a distanza, direttamente dalle loro abitazioni.

Secondo il documento alla prima visita in presenza seguirà un percorso multiprofessionale teleassistito, se i medici lo riterranno compatibile con le condizioni cliniche del paziente. “L’obiettivo è attivare entro quest’anno almeno un progetto di telemedicina in ogni azienda, arrivando ad assistere nei prossimi tre anni almeno 200.000 persone, con particolare attenzione ai pazienti cronici – ha spiegato l’assessore alla Salute -. Implementeremo le attività di telemonitoraggio e teleassistenza, congiuntamente alla messa a disposizione di attività di supporto, logistiche e formative per gli operatori sanitari e i cittadini”.

Le patologie che verranno trattate con la nuova modalità saranno quelle respiratorie, cardiologiche, neurologiche, oncologiche e il diabete, con particolare riguardo ai pazienti con multimorbosità complesse. Dovrà sempre essere garantita la possibilità di scambiare anche in tempo reale i dati clinici, i referti medici, le immagini, audio-video, relativi al paziente. L’anamnesi potrà essere raccolta per mezzo di una videochiamata. La televisita si concluderà sempre con un referto (ad eccezione dei casi in cui sia effettuata dal medico di medicina generale e dal pediatra) che dovrà essere inviato al Fascicolo sanitario elettronico, ma su richiesta potrà essere anche mandato a casa.

Dopo l’anamnesi, la diagnosi e la somministrazione della terapia, è previsto il ricorso al telemonitoraggio, che permetterà il rilevamento al domicilio del paziente e la trasmissione a distanza di parametri vitali e clinici in modo continuo ed automatico, per mezzo di sensori che interagiranno con il paziente come i saturimetri, gli elettrocardiografi, le bilance, i termometri, i monitor cardiorespiratori, gli spirometri, i glucometri e altri.

Consideriamo la casa  come primo luogo di cura, anche attraverso la telemedicina – aggiunge l’assessore Bezzini –. L’idea è quella di consentire al paziente di muoversi il meno possibile per raggiungere i luoghi di cura e di garantire una presa in carico più rapida, perché fornita telematicamente, e al tempo stesso assicurata da equipes mediche che possano lavorare in team senza costringere il paziente a sottoporsi a visite diverse e scaglionate nel tempo”.

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