Intesa Regione-sindacati su sanità e socio-assistenziale

Regione Toscana e sindacati hanno siglato il 14 dicembre a Firenze a Palazzo Sacrati Strozzi un protocollo di intesa su Sanità e socio-assistenziale, alla presenza del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, degli assessori alla sanità e al sociale Simone Bezzini e Serena Spinelli e dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali e delle sigle di categoria.

Dal monitoraggio del conto economico della sanità alle liste d’attesa, dall’allocazione del personale a un patto con le nuove generazioni per prevenzione e cure all’altezza, passando per una sanità più vicina alle persone, per il rafforzamento delle società della salute e delle case di comunità, e per una maggiore integrazione tra ospedale e territorio.

Le dichiarazioni

Gessica Beneforti (segreteria Cgil Toscana), Riccardo Bartolini (Fp Cgil Toscana) e Marisa Grilli (Spi Cgil Toscana) commentano: “Con la sigla di questa intesa, ci dotiamo di uno strumento importante per traguardare gli obiettivi del Pnrr, oltre alle riforme ad esso collegate: abbattimento dei tempi d’attesa, ospedali di base, continuità assistenziale, sburocratizzazione, casa come primo luogo di cura, case di comunità, telemedicina, equità nell’accesso ai servizi, presa in carico della non autosufficienza, interventi per l’invecchiamento attivo. Con importanti punti di metodo e merito: l’apertura di tavoli di trattativa con comparto e dirigenza per l’analisi dei fabbisogni, l’individuazione delle risorse necessarie, la messa in campo dei processi di riorganizzazione, la formazione del personale oltre alla creazione di un osservatorio per il monitoraggio e la verifica, tra le varie parti, sul percorso del riordino, mantenendo la barra dritta sul valore pubblico della sanità toscana attraverso la garanzia di una governance pubblica. Ovviamente, nessuna riforma può avere successo senza il coinvolgimento di lavoratori e lavoratrici, che devono essere protagonisti e partecipi, oltre che adeguatamente formati e numericamente adeguati. Infine, è fondamentale che tutto il sistema toscano, senza divisioni né ideologismi, conduca una battaglia affinché il Governo aumenti i finanziamenti del fondo sanitario nazionale, poiché servono risorse per dare sostanza alla legge sulla non autosufficienza e bisogna investire non solo sui livelli tecnologici-strutturali ma anche sul personale, rimuovendo tetti e vincoli che penalizzano i sistemi a maggior connotazione pubblica come quello toscano. E’ questa la strada per migliorare le condizioni di lavoro e dei servizi, per rispondere ai crescenti bisogni della cittadinanza”.

Eugenio Giani (presidente della Regione Toscana), ha affermato: “L’obiettivo è concordare con le tre sigle sindacali le linee di indirizzo e la filosofia con cui la Regione si trova a gestire la sanità, che deve essere pubblica. Le organizzazioni sindacali attraverso questo patto trovano un’intesa su obiettivi e fini e concordano sul fatto che un sistema pubblico, e lo abbiamo visto con la pandemia, diventa determinante quando si entra nel vivo della tutela della salute dei cittadini. Il protocollo mette a regime e nero su bianco quelli che sono obiettivi condivisi. Si articola su più di venti punti e su questo ci muoveremo per dare risposte concrete”.

Sommario

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