Intervista a Patrizia Bernieri | Qui Massa Carrara Il nostro posto è accanto alle persone

(dal numero di giugno 2023 di LiberEtà Toscana)

Il primo imperativo per Patrizia Bernieri è quello di far conoscere di più le battaglie del sindacato dei pensionati nel territorio. Il secondo è estendere la contrattazione  sociale, superando la riluttanza di molte amministrazioni locali a confrontarsi con i sindacati. Bernieri, 65 anni, è al suo primo mandato da segretaria generale dello Spi Cgil di Massa Carrara. Il suo percorso nel maggiore sindacato italiano è stato, per sua stessa definizione, “anomalo”. Dopo 26 anni passati lavorando nell’amministrazione comunale di Massa Carrara, fu eletta segretaria della Camera del lavoro della città senza essere mai stata prima sindacalista a tempo pieno. Erano gli anni in cui esplodeva la crisi industriale che stava cambiando il volto della città e della provincia: alle dismissioni delle aziende a partecipazione statale si sommavano i licenziamenti della multinazionale Eaton e le traversie occupazionali e ambientali del settore del marmo, uno dei pilastri dell’economia locale. Diventa segretaria dello Spi dopo aver diretto la funzione pubblica della Cgil.

Lei è da pochi mesi alla guida dello Spi. Prime impressioni?
«Più che impressioni, conferme. Ho trovato una carica di energia e di voglia di partecipare, unite a una grande consapevolezza dei diritti e al senso di appartenenza a una storia collettiva che non è facile trovare da altre parti. Questa voglia di esserci si può toccare con mano nelle aree più remote della nostra provincia, dove c’è sempre almeno un nostro
volontario pronto ad aprire le sedi e a confrontarsi con le persone. Essenzialeil ruolo che  possono svolgere le donne in questa organizzazione».

Con che spirito affronta il compito?
«Con lo spirito della ragazza che cominciò a militare nel sindacato a fine anni Settanta».

Le sue priorità di lavoro?

«Un recente rapporto del Sole 24 Ore indica la provincia di Massa Carrara come una delle ultime per qualità di vita degli anziani. C’è molto lavoro da fare. Ritengo fondamentale far conoscere di più la nostra organizzazione nel territorio. Il sindacato dei pensionati è un
grande serbatoio di energie e conoscenze: svolge una funzione significativa nella difesa dei diritti dei cittadini, soprattutto ora che, con i tagli alla sanità e ad altri servizi pubblici, intere aree e categorie di persone, ad esempio gli anziani fragili, rischiano di essere tagliati fuori dall’innovazione digitale. Il nostro posto è accanto a loro, nella tutela individuale e collettiva. E poi c’è il tema della contrattazione sociale. Scontiamo una propensione dei sindaci di questa provincia a voler fare da soli. Al contrario una grande organizzazione come la Cgil può dare un contributo prezioso nell’orientare i servizi nell’interesse dei cittadini».

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