E se “Connessi in buona compagnia” diventasse un progetto nazionale?

di Franco De Felice

“Quanti di voi – Stefano Ciuoffo, assessore ai sistemi informativi della Toscana, si rivolge direttamente al pubblico presente nella sala del consiglio comunale di Aula, in prevalenza persone anziane – hanno potuto prenotare direttamente il vaccino on line senza dover chiedere aiuto a qualcuno?” Ciuoffo prova a darsi anche la riposta: “Forse un terzo, e qualcuno, probabilmente, non c’è neppure riuscito perché non ha trovato nessun che lo aiutasse”.

L’idea del progetto “Connessi in buona compagnia”, fa notare, è partita proprio da questa costatazione: le persone over 65 soprattutto quelle che vivono in comuni isolati hanno più bisogno delle altre che vivono in città di essere messi nelle condizioni di acquisire competenze digitali. Che ora non sono un patrimonio diffuso in tutta la popolazione. “Questa mancanza di competenze digitali – per Ciuoffo – rischia di creare nuovi divari e un accesso menomato ai diritti”. Ma non va vissuta come una colpa. “Sono le istituzioni – aggiunge – che devono impegnarsi per colmare il gap. È una questione di democrazia. E se il percorso guidato per accedere ad un determinato servizio non funziona, probabilmente era stato pensato male: il problema non possono essere gli anziani”.

Gli ultimi due anni e più di pandemia, che hanno costretto a lunghe permanenze in casa, limitato gli spostamenti e i contatti, hanno fornito una spinta decisiva alla rivoluzione digitale. “Connessi in buona compagnia”, un progetto della Regione Toscana con il supporto di Anci e sindacati dei pensionati Cgil. Cisl e Uil, va in questa direzione: non far più trovare impreparate le persone che devono accedere ad un servizio sempre più offerto solo on line. Vale, per esempio, per l’identità digitale (lo Spid), per il fascicolo sanitario elettronico, per la scelta del medico, per il Green pass, per le prenotazioni attraverso il Cup, per i pagamenti on line, per il trasporto pubblico, per altri servizi online dei comuni. servizi sono stati messi a disposizione on line.
È una realtà e un’esigenza che riguarda tutti i territori. Come la Lunigiana che, ricorda il sindaco di Aulla Roberto Valettini, “non ha bisogno solo di strade ma anche di connessioni”. Gianluca Vannuccini, direttore dei sistemi informativi della Regione, fornisce dei numeri che dicono di come la realtà di “Connessi in buona compagnia” si stia consolidando: 59 i comuni coinvolti nel progetto, 72 le Botteghe della salute attive a cui è possibile rivolgersi e 5 addirittura mobili, 150 le persone impegnate, tra operatori e volontari. Quasi diecimila gli accessi registrati. “Un progetto innovativo in Italia, che può diventare – si augura Vannuccini – modello di riferimento anche per altre regioni e territori”.

A proposito, si confida molto su un buon risultato, e perché no, si punta anche alla vittoria, di “Connessi in buona compagnia” al Premio nazionale Competenze digitale. Si può votare fino 15 marzo. Si vota, ovviamente online, all’indirizzo:

https://partecipa.gov.it/

“Connessi in buona compagnia” è un progetto che va oltre l’accesso ad un servizio fornito per via digitale, aiuta anche ad avvicinarsi in modo sicuro al mondo digitale, fornisce le prime istruzioni per l’uso, su come evitare, per esempio, di rimanere vittima di truffe.
La classifica europea delle competenze digitali vede l’Italia ancora nelle posizioni basse della classifica, ventesima su ventisette paesi. Si va meglio sulla banda ultralarga e, in generale, su Internet, che comunque non copre ancora l’intero territorio nazionale. La Toscana, su questo, ha investito molto. Per quanto riguarda i servizi on line e l’integrazione non saremmo messi male, ma il punto debole è soprattutto, rivela uno studio illustrato ad Aula, quello del capitale umano e dell’alfabetizzazione della popolazione.
La Regione Toscana punta decisamente al superamento di questo divario: con l’aiuto della Scuola Sant’Anna di Pisa, oltre ad analizzare i numeri degli accessi e dei servizi, attraverso interviste agli anziani (ma anche il mondo delle imprese) si cerca di capire meglio le eventuali carenze e le problematiche da risolvere.
“La nostra idea di Toscana diffusa, dove ovunque e chiunque possa accedere, con la stessa facilità agli stessi servizi, passa anche da qui – ricorda l’assessore Ciuoffo – e su questo lavoraremo con convinzione. Ma dobbiamo tutti metterci in gioco”. Il rischio altrimenti, avverte Pasquale Lucia, segretario organizzativo della Uil pensionati nazionale, è quello di creare nuove periferie: digitali in questo caso, ma non molto diverse e pericolose di quelle fisiche.
Le Botteghe della salute, ricordiamo, generalmente sono aperte dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 13.30. Solo alla Bottega della salute mobile della Lunigiana, che negli ultimi mesi ha fatto sosta soprattutto ad Aulla, si sono rivolti tra gennaio e febbraio cittadini per centotrenta diversi servizi. Per qualsiasi informazione si può chiamare lo 055 4383838 oppure collegarsi:

https://agendadigitale.toscana.it