Consegnate al Presidente della Provincia di Pistoia 3613 firme di cittadini a sostegno della sanità pubblica

Anche nella provincia di Pistoia sono state raccolte le firme a sostegno proposta di legge Regione Toscana (Emilia Romagna, Puglia e Piemonte) affinché il Fondo Sanitario nazionale abbia risorse sufficienti per garantire il diritto alla Salute previsto dalla nostra Costituzione.

“La manovra del Governo prevede nuove risorse ma solo per un aumento (neanche sufficiente) per il rinnovo dei contratti dei pubblici dipendenti e per aumentare la presenza del privato in sanità – affermano Daniele Goffredi, segretario generale CGIL Pistoia
Andrea Brachi, segretario generale SPI CGIL Pistoia – questa scelta penalizza soprattutto la Toscana che ha maggiore presenza dei servizi pubblici e di conseguenza avrebbe bisogno di più risorse per mantenerli. La scelta di non finanziare adeguatamente la sanità pubblica è davvero inaccettabile; significa essere miopi a non investire nella sanità pubblica, dimenticando che il grado di salute e benessere della popolazione condizionano pesantemente il PIL di ogni Paese (e noi siamo il fanalino di coda tra i Paesi del G7 e fra gli ultimi in Europa)”.

Nella provincia di Pistoia sono state raccolte oltre 3616 firme che sono state consegnate a Luca Marmo in qualità di Presidente della Provincia di Pistoia.

“L’imponente sotto finanziamento, la progressiva carenza di personale, in alcuni casi i modelli organizzativi ed informatici obsoleti e ‘inevitabile avanzata del privato hanno determinato la progressiva erosione del diritto alla tutela della salute – aggiungono Brachi e Goffredi – . I principi cardine del SSN (universalità/uguaglianza/equità) sono messi in discussione. Ci troviamo di fronte a lunghe liste di attesa, affollamento dei pronto soccorsi, mancanza di MMG, aumento della spesa privata, intramoenia in affanno e che di fatto è l’espediente per saltare le liste di attesa creando di fatto diseguaglianze di accesso alle prestazioni (cittadini di serie A e di serie B). Vogliamo ricordare che sono 13 paesi europei che in percentuale del PIL investono più dell’Italia (per esempio la Germania investe il 10,9% – noi il 6,3%). La spesa pubblica pro capite nel 2022 pari a 3.255 euro rimane sotto della media dei paesi OCSE (3.838 euro). In Europa sono ben 15 i Paesi che investono pro capite più di noi. Nel nostro Paese la spesa sanitaria pubblica pro capite nel 2022, rispetto al 2019, è aumentata di circa 600 euro, quasi la metà di quella francese, e 2,5 volte in men di quella tedesca. Manca il personale: nel nostro Paese abbiamo 33 dipendenti pubblici socio sanitari ogni 1000 abitanti; la media europea è di 49 dipendenti ogni 1000 abitanti.
Infine rimane ancora oggi in vigore una legge voluta nel 2010 dal governo Berlusconi che impone a tutto il pubblico impiego di spendere per il personale quanto si spendeva nel 2002 meno 1,4% . Capite bene che questo significa non coprire neanche chi va in pensione e impedire al servizio sanitario pubblica di funzionare”.

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