Per celebrare insieme il 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana, condividiamo alcuni dei vostri pensieri dedicati alla Repubblica.
2 giugno. Che cos’è la Repubblica, per te? Cosa significa sentirsi parte di qualcosa che ci unisce?
- Una bella “signora” ottantenne, che va difesa con tutte le nostre forze.
Antonio, 69 anni, pensionato, ex magazziniere - La Repubblica per me è un’organizzazione democraticamente costituita, che stabilisce le regole della civile convivenza nella mia nazione.
Silvano, 85 anni, pensionato - Un paese che è di tutti i cittadini con pari diritti.
Marcello, 71 anni, pensionato ex operaio - Sentirsi parte di qualcosa che ci unisce non significa pensarla tutti allo stesso modo. Significa sapere che, pur nelle differenze, condividiamo uno spazio di esistenza.
Carlo, 33 anni, illustratore - Vivere in una società in collaborazione e rispettare i doveri ed i diritti.
Laura, 67 anni, pensionata ex impiegata - Repubblica dovrebbe significare impegno e partecipazione. Oggi, però, sono molti i fattori che ci dividono. Vorrei che le persone tornassero a sentirsi unite e coinvolte nella costruzione di una società migliore.
Francesca, 38 anni, responsabile comunicazione - Un bene che va oltre me stessa, è il significato più alto dove l’altro è il prolungamento della mia persona: tu sei come me, io sono come te.
Anna Maria, 88 anni, pensionata ex guardarobiera - Mi piacerebbe fosse davvero l’opportunità per uno Stato giusto, capace di difendere i diritti della cittadinanza e di esserne un virtuoso esempio.
Per me sentirmi parte di qualcosa significa condividere obiettivi e valori, collaborare e tendere la mano verso chi ne ha più bisogno.
Chiara, 38 anni, community manager - La Repubblica basata sulla nostra Costituzione ci rende consapevoli di avere una sicurezza che nessuno si deve permettere di manipolare a proprio interesse.
Gabriele, 66 anni, pensionato, ex tecnico in telecomunicazioni - Realizzazione della libertà. Possibilità di scelta del proprio futuro, insieme a tutta la società, per il bene di tutti.
Fiorenzo, 74 anni, pensionato, ex ferroviere
- La Repubblica è un concetto fondamentale della nostra società. Il popolo è sovrano, ossia noi cittadini abbiamo diritto ad eleggere coloro che ci rappresentano. Ancora una volta mi ripeto: ricordiamoci di difendere ogni giorno questo diritto conquistato con lotte e sacrifici dai nostri padri.
Antonella, 68 anni, pensionata, ex responsabile di segreteria di Direzione - La Repubblica è un meraviglioso traguardo che abbiamo raggiunto che dobbiamo continuare a mantenere vivo rimanendo vigili e difendendo attivamente i nostri valori.
Alessandra, 42 anni, project manager - Condividere con gli altri passioni e bisogni.
Doriano, 62 anni, pensionato, ex impiegato cooperazione - La sua nascita, grazie al sacrificio dei partigiani, mi ha permesso di vivere in un Paese democratico ed avere una splendida Costituzione che anche oggi dobbiamo tutelare e difendere con rispetto, per ciò che ci hanno lasciato i padri fondatori.
Lorenza, 74 anni, pensionata, ex educatrice - Partecipazione al bene comune e rispetto verso le altre persone.
Pietro, 82 anni, pensionato, ex metalmeccanico - Significa poter lottare insieme in strada in qualcosa che crediamo, anche se le probabilità sono minime.
Gemma, 29 anni, ricercatrice sociale - La “cosa pubblica” è responsabilità e partecipazione.
Stefano, 76 anni, pensionato, ex impiegato - Comunità, identità, convivenza, diritti.
Andrea, 41 anni, direttore amministrativo - È sentirsi parte di una comunità che ci rende consapevoli di avere la forza per superare i problemi.
Paolo, 73 anni, pensionato, ex impiegato - È l’unica forma di governare tante persone tutte differenti tra loro, garantendone diritti e doveri. Con tutti i suoi limiti, dopo millenni di lotte, è l’unica forma di Stato che permette anche ai più deboli di avere rappresentanza (sempre meno)
Civi, 46 anni, impiegato trasporti - Il punto di partenza ma anche d’arrivo per milioni di italiani che hanno lottato e lottano per la libertà e la dignità di tutti.
Alessandro, 73 anni, pensionato, ex agente di commercio - La sfera del senso di appartenenza è stato appropriato da una destra sovranista, apertamente razzista e xenofoba. Dovremmo avere il coraggio di riprenderci il concetto di appartenenza a qualcosa liberandoci dai confini per riscoprire un senso di dovere e amore per chi ci circonda, cura della casa comune, rispetto per i sacrifici di coloro che ci hanno preceduto e impegno per mantenere la nostra repubblica aperta, partecipata, accogliente, attenta alle istanze di tuttə. La repubblica siamo noi!
Fiorenzo, 34 anni, ricercatore sociale - La forma migliore dell’esistenza di tutti i popoli.
Marco, 75 anni, pensionato - Avere avuto in eredità una grande ricchezza, una grande storia da proseguire, combattendo coloro che ne vogliono stravolgere il senso.
Simonetta, 76 anni, pensionata ex funzionaria PA - Repubblica significa stare nella complessità e vivere dentro le cose insieme, anche quelle che non ci piacciono.
Riccardo, 41 anni, lavoratore dipendente - Una conquista ed un valore da difendere, specialmente oggi.
Carlo, 81 anni, pensionato, ex impiegato - La casa comune di tutti i cittadini, nata dalla Resistenza e dalla Costituzione.
Stefano, 86 anni, pensionato, ex tecnico - Essere un cittadino che partecipa alla vita pubblica.
Franco, 69 anni, pensionato, ex sindacalista - Per me la Repubblica è appartenenza e condivisione, a me commuove sapere che ci sono persone che hanno lottato per farci avere tutto questo e sento di essergli grata ogni giorno, perché tutto ciò che io posso fare o essere oggi lo devo ai loro sforzi e ideali di questi ultimi 80 anni.
Federica, 32 anni, HR Manager - Repubblica è il bene comune – la comunità fa il resto.
Chiara, 34 anni, dipendente impresa sociale - È la nostra casa, il nostro rifugio, ci ricorda che solo insieme possiamo andare avanti, una crescita costante grazie anche alla libertà conquistata.
Barbara, 65 anni, pensionata, ex infermiera
- È l’Italia con la sua costituzione.
Sabrina, 47 anni, OSS - La repubblica è la migliore forma di stato per sviluppare la democrazia, senza distinzione per censo, razza, religione e per sviluppare le idee senza ostacoli e censure.
Andrea, 70 anni, pensionato, ex impiegato - Democrazia, libertà e partecipazione.
Marzia, 73 anni, pensionata, ex insegnante
- La Repubblica è la mia casa, il risultato di lotte e impegno da parte di tanti. Un tesoro da custodire con impegno continuo.
Piero, 78 anni, pensionato, ex impiegato - Quando penso al termine “Repubblica” ho chiara in mente l’etimologia del nome: “cosa pubblica”, ossia patrimonio della comunità. Far parte di una comunità nazionale, di uno Stato repubblicano, è per me consapevole appartenenza e integrazione in qualcosa di grande e nobile, che trascende l’individualismo meschino in nome della libertà e della giustizia. Bisogna essere pienamente consapevoli per essere veri Cittadini.
Luciano, 53 anni, insegnante - La possibilità di partecipare alla cosa pubblica e portare il proprio apporto per cercare di cambiare quello che non riteniamo giusto.
Rinaldo, 65 anni, pensionato, ex impiegato - Significa sentirsi tutto uguali allo stesso livello.
Lorenzo, 29 anni, impiegato marketing - Credo che sia la forma di governo che permette di sentirsi liberi di organizzare e vivere la propria vita, il proprio genere, la propria compagnia, il proprio lavoro e anche la propria morte, rispettando chi la pensa diversamente e le regole stabilite da una politica democratica.
Mario, 90 anni, pensionato, ex perito agrario - Significa fare parte di una Comunità.
Anna, 70 anni, pensionata, ex medico - Per me la Repubblica è una comunità politica fondata su diritti, doveri e partecipazione. Non è solo un’istituzione, ma un patto tra persone che si riconoscono uguali in dignità e si assumono responsabilità reciproche. Sentirsi parte significa contribuire, avere voce, non essere esclusi: sapere che ciò che facciamo incide sul bene comune. È un’appartenenza attiva, che tiene insieme libertà individuale e impegno collettivo.
Dario, 42 anni, project manager - Penso che sentirsi uniti in un paese sia meraviglioso.
Daniela, 68 anni, pensionata, ex impiegata - In questo momento significa una sfida a rimanere uniti e solidali in un contesto in cui ci si sente aggrediti e marginalizzati come società civile.
Ilaria, 35 anni, impiegata - La Repubblica è per me garanzia di libertà e partecipazione.
Pasquale, 74 anni, pensionato, ex postino - La Repubblica è la nostra vita e la viviamo ogni giorno e in ogni momento.
Manuela, 67 anni, pensionata, ex impiegata
- La Repubblica è un patto quotidiano tra persone diverse che si riconoscono dentro regole e diritti condivisi. È un equilibrio fragile tra libertà individuale e responsabilità collettiva, che vive nei comportamenti di ciascuno, non solo nelle istituzioni. Sentirsi parte di qualcosa che ci unisce è sempre più raro, perché richiede fiducia, ascolto e capacità di andare oltre l’interesse personale. È un’appartenenza che non cancella le differenze, ma le tiene insieme.
Eleonora, 39 anni, direttore di produzione - Significa “buon vivere rispettandoci reciprocamente”
Cristina, 77 anni, pensionata, ex infermiera - Repubblica è quella cosa talmente grande che dovrebbe essere salvaguardata in ogni momento della nostra vita! Repubblica è il frutto delle lotte dei nostri cari che spesso hanno dato la vita perché potessimo vivere con dignità, libertà e rispetto.
Sergio, 68 anni, pensionato, ex direttore di ufficio postale - Per me la Repubblica è la nostra costituzione e i principi che contiene.
Francesca, 48 anni, cooperatrice - Mi dà un senso di appartenenza e che anche la mia opinione può contare qualcosa pur se in un contesto generale.
Carla, 77 anni, pensionata, ex impiegata - Ti consente di vivere con dignità e onore.
Silvano, 70 anni, pensionato - La speranza che potrà essere sempre un baluardo per difendere la costituzione che l’ha definita e decretata non abrogabile, la consapevolezza che dovremo far di tutto per farla rappresentare da persone degne come Sergio Mattarella e altri prima di lui.
Fabrizio, 68 anni, pensionato, ex informatico - Si la Repubblica è un qualcosa che unisce. La Repubblica la si difende partecipando al voto quando ci sono le elezioni. Quindi anche la Repubblica, come la libertà, la si difende con la partecipazione attiva di ogni cittadino.
Moreno, 66 anni, pensionato, ex sindacalista - La Repubblica non è un tentativo di tenere insieme atomi sempre più scollegati — è il collante, il miele che permea tutto. Una visione condivisa che si declina a ogni scala: le regioni, le città, i quartieri, le persone. Il valore delle istituzioni non dipende da chi le guida o le svilisce dall’interno: dipende da noi, dal credere in esse per valorizzarle. Respiro ancora aria di visione comune attorno a me, incontro persone che mi ispirano. Voglio restare concentrato su questo.
Lapo, 32 anni, progettista sociale - La repubblica ha significato affrancazione dal fascismo. Primo voto alle donne, che hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua creazione.
Gianna, 76 anni, pensionata - Vivere all’interno di una comunità dove la tua opinione (voto) conta.
Milo, 67 anni, ex manutentore edilizio - La Repubblica è una forma di governo e la sovranità “deve” appartenere al Popolo!
Dino, 81 anni, pensionato, ex ufficiale di Stato Civile - La Repubblica per me è la nostra Costituzione e i suoi valori. È l’antifascismo e la messa al bando di tutti i fascismi. È la memoria della lotta dei partigiani contro i nazifascisti e il riconoscimento del valore di coloro che hanno pagato con la vita per la nostra libertà. È l’affermazione della pace e il contrasto alla guerra. È la lotta alle disuguaglianze, è democrazia e diritto al lavoro soprattutto per i giovani e per le donne. Abbiamo una bellissima Costituzione, applichiamola.
Giuseppina, 68 anni, pensionata, ex agente di polizia locale - Appartenere ad una grande comunità è sentirsi parte di un progetto importante dove costruire convivenza, progresso, diritti e poter lasciare questo piccolo mondo migliore. Faticosa è la Democrazia ma quanti liberi frutti genera! Non ringrazieremo mai abbastanza chi, col sangue e la forza delle migliori idee, ci ha consegnato le basi di una società di giusti. Sciagurato chi non sente l’impegno e rifiuta la responsabilità di difendere il patrimonio ideale e le giuste istituzioni.
Walter, 67 anni, pensionato, ex insegnante - La Repubblica è qualcosa che ci unisce nelle diversità e che dovremmo difendere SEMPRE.
Sabrina, 56 anni, impiegata - Il 2 Giugno celebra la Democrazia, la scelta consapevole di un popolo che si riconosce nella Repubblica. Tre date, un unico filo: la responsabilità di custodire ciò che abbiamo ereditato e di renderlo vivo ogni giorno.
Fernando, 76 anni, pensionato, ex bancario - Il 2 giugno 1946 fu la prima volta in cui le donne italiane votarono a livello nazionale, segnando una svolta fondamentale per la democrazia e l’uguaglianza, che ancora oggi manca, manca l’uguaglianza di genere.
Stefania, 70 anni, pensionata, ex impiegata
- Significa ricordarsi di quanti hanno lottato per farcela avere.
Mariella, 80 anni, pensionata, ex impiegata - Il mio Paese con diritti per tutti.
Diana, 76 anni, pensionata - L’unica forma di governo che considero valida.
Gabriella, 74 anni, pensionata, ex insegnante - Per me sono i cittadini, la lingua italiana, le leggi, lo stato, chi la lottato per arrivare fin qui, tutti sotto la stessa bandiera.
Sabrina, 61 anni, pensionata, ex impiegata - Una comunità allargata dove si rispettano i valori di giustizia, uguaglianza, rispetto.
Anna Franca, 84 anni, pensionata, ex assistente sociale - La più alta forma di democrazia. Sentirsi parte di qualcosa vuol dire inclusione e sentirsi accettato e sostenuto.
Laura, 54 anni, educatrice all’infanzia - Quella che ci hanno donato, a noi e alle future generazioni, i nostri nonni e genitori.
Antonio, 69 anni, pensionato, ex dipendente pubblico - Sono nato il 2 gennaio del 1948, praticamente con l’entrata in vigore della nostra Costituzione, in più per diversi status militari, ci ho giurato sopra tre volte. Ogni volta che non la vedo rispettata esprimo sempre, per quanto posso, il mio disappunto. Ecco che la Repubblica così come è stata costituita rappresenta la rivincita di un popolo e che va difesa con tutti i modi che la stessa ci mette a disposizione.
Giancarlo, 78 anni, ex responsabile concessionaria auto - La repubblica per me è ancora adesso un riparo dalle minacce di autoritarismo che tentano di avere il sopravvento. Per fortuna il nostro sistema istituzionale sta reggendo e lo ha dimostrato anche la partecipazione al referendum di marzo. Spero che aumenti l’affluenza alle urne in futuro, affinché la repubblica ritrovi una linfa nuova come quando è nata.
Antonella, 46 anni, odontoiatra - Compartecipazione a valori di unione, fratellanza e uguaglianza bandendo ogni forma di repressione, totalitarismo e razzismo.
Luca, 70 anni, pensionato, ex impiegato - Il desiderio di costruire un mondo migliore.
Daniela, 75 anni, pensionata, ex impiegata - Sono nata pochi anni dopo che era stata scelta la Repubblica. Non ho avuto altre esperienze di governo. Per me è l’unica forma di governo possibile.
Tiziana, 74 anni, pensionata, ex insegnante - Diceva Giorgio Gaber: “Libertà è partecipazione“. Quindi la repubblica è quella forma politica per cui ogni cittadino può partecipare attivamente alla vita pubblica. Guai se si delega un gruppo di persone ad amministrare senza nessun controllo.
Roberto, 71 anni, pensionato, ex impiegato tecnico - Sentire di appartenere ad una nazione senza essere nazionalisti. Ciò che ci contraddistingue dagli altri è la nostra lingua, la nostra storia, la nostra provenienza, la nostra cultura. Dobbiamo sentirci fieramente italiani e soprattutto cittadini del mondo e orgogliosi di avere una nazione unita, democratica e repubblicana.
Gianpiero, 69 anni, pensionato, ex minatore - È la casa in cui possono vivere uomini liberi di esprimersi nel senso più alto del termine.
Giuliano, 72 anni, pensionato, ex poliziotto - È il senso della vita, che mi ha permesso di essere libero, di studiare, di lavorare, di formare una famiglia, di fare volontariato, sempre nel rispetto degli altri.
Paride, 75 anni, pensionato, ex tecnico di laboratorio - La repubblica è la forma più bella di libertà e di organizzazione sociale.
Egizia, 71 anni, pensionata, ex insegnante - Poter vivere con democrazia in una comunità unita, volta al rispetto e alla libertà di ognuno priva di violenza e piena di eguaglianza.
Simona, 64 anni, pensionata, ex operatrice fiscale - Nella loro diversità, un insieme di idee, di culture, di religioni, di colori: di persone.
Luigi, 72 anni, pensionato, ex conducente di autobus - La nostra patria conquistata con il sacrificio dei nostri padri.
Antonio, 70 anni, pensionato, ex magazziniere - La Repubblica è Storia, è il cammino fatto verso la libertà, nel solco tracciato dalla nostra Costituzione.
Roberta, 75 anni, pensionata, ex insegnante - La miglior forma di governo per una nazione.
Alessandro, 75 anni, pensionato, ex impiegato bibliotecario - La Repubblica è una conquista, insieme alla libertà, per la quale uomini e donne hanno dato la loro vita.
Silvano, 72 anni, pensionato, ex direttore artistico di una fondazione teatrale - Essere italiana, con tutte le sue regole, far parte della mia nazione, sentirmi integrata e non discriminata.
Mirella, 71 anni, pensionata, ex infermiera - La Repubblica per me è popolo, il suo potere che viene esercitato da rappresentanti eletti. Sentirsi parte di qualcosa che unisce è sentirmi coinvolta e responsabile rispetto ad una comunità, condividendo valori, diritti e doveri.
Stefania, 61 anni, pensionata, ex impiegata - Insieme di uomini e donne che perseguono lo stesso obiettivo per il miglioramento proprio e degli altri.
Federico, 85 anni, pensionato, ex funzionario di vendita - La Repubblica significa appartenere ad un sistema, una comunità, volta a salvaguardare i diritti di ciascuno di noi. A dettare dei principi condivisi per tutelare chi ne fa parte attraverso la Costituzione.
Sergio, 68 anni, pensionato, ex direttore ufficio postale - È il cammino comune dal passato verso il futuro, riconoscersi in obiettivi condivisi.
Sandra, 76 anni, pensionata, ex ferroviera - La Repubblica è l’eredità che ci hanno lasciato tutti coloro che hanno sconfitto il fascismo.
Giovanni, 67 anni, pensionato, ex operaio - Un bene prezioso ma senza nazionalismi.
Andrea, 69 anni, pensionato, ex operaio tecnico - Lei ti permette, ti segue, ti educa, ti riprende quando sbagli, ti coccola e ti salva dai momenti bui, dal fascismo di prima e da quelli di oggi… ci coccola ed è sempre con noi… Viva la Repubblica!
Renato, 67 anni, pensionato, ex analista chimico
Il 25 aprile, il 1° maggio e il 2 giugno non sono soltanto date sul calendario. Sono la libertà conquistata, il lavoro difeso ogni giorno, la Repubblica che abbiamo scelto di essere. Con la campagna “La nostra storia, la tua voce” abbiamo chiesto a pensionate e pensionati, a lavoratori e lavoratrici e alle nuove generazioni di lasciarci una frase, un pensiero o una testimonianza compilando questo form online









