Più contenuti, meno spot

“La qualità dei servizi di assistenza socio sanitaria domiciliare e territoriale non migliora automaticamente aggiungendo numeri verdi e consulenze”: così
lo Spi Cgil Toscana sui dati diffusi oggi relativi al servizio “Pronto Badante”

Più di 9.000 telefonate al numero verde, 1.853 visite a domicilio degli operatori autorizzati e 1.464 buoni lavoro attivati: sono i numeri del servizio “Pronto Badante” regionale diffusi oggi dall’assessore a Sociale, sport e diritto alla salute Stefania Saccardi. Significativo, per l’assessore, è anche il numero di quasi 1.500 buoni lavoro attivati, che corrispondono a 440.000 euro.

Fortemente critico invece il Sindacato Pensionati Cgil della Toscana. “Il servizio è stato attivato, nel 2014, in via sperimentale in alcune zone della Toscana centrale – dice Bruno Calzolari, segretario dello Spi Cgil Toscana con delega all’area sociosanitaria. Da subito, come Sindacato, abbiamo fatto presente all’assessore Saccardi che c’è una totale mancanza di equità nell’erogazione dei contributi previsti nella fase attivazione del rapporto di lavoro con l’assistente familiare (badante). Noi riteniamo profondamente sbagliato che il contributo economico (300 euro) venga erogato, in misura uguale per tutti, senza nessun riferimento alla situazione reddituale e patrimoniale della persona interessata e/o della famiglia”.

Lo Spi Cgil critica anche la mancanza di coinvolgimento: “Ci fu assicurato che finita la fase di sperimentazione saremmo stati chiamati per un bilancio ed una verifica sui risultati del progetto ma, nonostante le nostre insistenze, ciò non è avvenuto; anzi la Regione, con delibera 946 del 6 ottobre 2015, ha deciso di estendere il progetto a tutto il territorio regionale con un costo di oltre quattro milioni”.

Come sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil “abbiamo richiesto che al centro del progetto ci sia l’emersione del lavoro degli assistenti familiari, la loro qualificazione, con una formazione snella e sostanziale, e l’intreccio operativo con i servizi socio sanitari territoriali e con una partecipazione attiva del Medico di Medicina Generale. La qualità dei servizi di assistenza socio sanitaria domiciliare e territoriale non migliora automaticamente aggiungendo numeri verdi e consulenze”.

“L’assessore Saccardi – conclude Calzolari – è più interessata a valorizzare il numero dei contatti telefonici che ad affrontare un confronto serio nel merito dei problemi. Cosa accade infatti dopo l’assegnazione dei voucher? Qual è la qualità del servizio che riceve l’assistito? E il contributo economico erogato nel modo più iniquo che si possa immaginare non è offensivo nei confronti dei più poveri? Eludere questi interrogativi significa privilegiare gli spot rispetto ai contenuti e francamente dalla Regione Toscana mi aspetterei ben altro atteggiamento”.

Firenze, 20 luglio 2016