Pensioni, gli aggiornamenti sul confronto con il governo

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Dopo quattro mesi di confronto abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa con il governo sulle pensioni. “Erano dieci anni che non ci riuscivamo e per questo penso che oggi sia un giorno importante. Finalmente si danno risposte ai pensionati e ai pensionandi con interventi sulla quattordicesima, sulla no tax area, sui lavori usuranti, sui lavoratori precoci e sulle ricongiunzioni onerose”. Così il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti dalla sua pagina Facebook al termine dell’incontro con il governo. “Nessuno ci ha regalato niente e questa intesa è il frutto della nostra determinazione e della lotta dei pensionati e dei lavoratori. Non portiamo a casa tutto e ci vorrà ancora del tempo per riuscire a fare a pieno quello che vorremmo. Ma penso che quello di oggi sia davvero un buon punto di partenza. Per il sindacato e per le persone che ogni giorno cerchiamo di rappresentare”.

COSA PORTIAMO A CASA
Per i pensionati
NIENTE TASSE. Chi ha un reddito fino a 8.100 euro l’anno non le pagherà più, né quelle nazionali né quelle locali.

PIU’ SOLDI ALLE QUATTORDICESIME. Saranno aumentate per chi ha un reddito mensile fino a 750 euro. E le riceveranno per la prima volta anche tutti quelli che hanno un reddito mensile fino a 1.000 euro.

Per i pensionandi
IN PENSIONE PRIMA. Anticipo pensionistico (Ape) sperimentale per 2 anni. Chi è distante dall’età di vecchiaia fino a 3 anni e 7 mesi potrà andare in pensione prima grazie a un prestito pensionistico. Per le fasce più disagiate è previsto un anticipo pensionistico gratuito (Ape social). Per definire tali fasce però governo e sindacati continueranno a lavorare nei prossimi giorni.

RICONGIUNZIONI GRATUITE. Non si pagherà più per riunificare i contributi versati in diverse casse previdenziali.

PRECOCI VIA DAL LAVORO. I lavoratori che hanno 12 mesi di contributi anche non continuativi prima del compimento dei 19 anni che sono disoccupati senza ammortizzatori sociali, in condizione di salute che determinano una disabilità e occupati in alcune attività particolarmente gravose potranno andare in pensione con 41 anni di contributi. La definizione della platea dei lavoratori interessati sarà oggetto di ulteriori approfondimenti tra governo e sindacati nei prossimi giorni.

NUOVI LAVORI USURANTI. Potrà andare in pensione anticipata di 12 o 18 mesi anche chi ha svolto mansioni usuranti per almeno 7 anni degli ultimi 10 di lavoro. Anche in questo caso la platea degli interessati sarà definita nei prossimi giorni da governo e sindacati.

Che cosa succede ora? Il governo dovrà inserire tutte queste misure nella prossima legge di stabilità che verrà approvata dal Parlamento entro il 31 dicembre 2016.

Inoltre, nell’intesa firmata oggi si stabilisce che il confronto con le parti sociali continuerà e affronterà diverse materie tra cui, in particolare, quella del sistema di rivalutazione delle pensioni per cui si sancisce il ritorno a quello precedente al blocco Monti-Fornero.

Roma, 28 settembre 2016

Da www.spi.cgil.it/tavolo_pensioni_aggiornamento