SULLA STAMPA SI PARLA DI… Gli anziani come risorsa e la carica degli “ultranonni”

Dall’approvazione del disegno di legge sulla non autosufficienza agli scenari futuri legati all’invecchiamento della popolazione,  i quotidiani di domenica 16 ottobre dedicano ampio spazio alla popolazione anziana.

A pochi giorni dall’approvazione del disegno di legge delega sulla non autosufficienza, sul Corriere della Sera di domenica 16 ottobre Ferruccio De Bortoli sottolinea che “sarebbe un grave errore se il nuovo esecutivo e il nuovo Parlamento gettassero nel cestino la proposta di legge delega“. La proposta di legge delega, ripercorre De Bortoli, nasce dall’indagine degli esperti riuniti dal Ministero della Salute e della Presidenza del Consiglio guidati dal vescovo Vincenzo Paglia, e dalla commissione del ministero del lavoro con a capo l’ex ministro Livia Turco, oltre a raccogliere i suggerimenti di più di cinquanta organizzazioni assistenziali e del Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza.
“La legge delega può e deve essere migliorata ma consegnarla agli archivi della legislatura appena terminata vorrebbe dire dimenticarsi di molti anziani e del destino dei loro familiari”, afferma De Bortoli.

“La vecchiaia non è solo una stagione di declino – spiega Paglia – ma al contrario un tempo prezioso di sviluppo, crescita e partecipazione” e in questa frase, dice De Bortoli, è racchiuso il senso dell’intero progetto. “Gli anziani non sono un peso, sono una risorsa“. Obiettivo di fondo della riforma, si legge più avanti nell’articolo, è quello di “assistere le persone fragili, finchè è possibile, nella loro abitazione, ma è previsto un forte investimento nella semiresidenzialità oltre che nella rete delle case di riposo”. Infine De Bortoli spiega che se la riforma non sarà approvata entro marzo prossimo, l’Italia vedrà indebolirsi la sua posizione nell’ambito della missione 5 del Pnrr che destina una non trascurabile quota di risorse: “E si procurerà un danno grave che scaricherà sui suoi cittadini più fragili”.

Sempre domenica 16 ottobre Il Tirreno nell’edizione di Livorno dedica due pagine agli anziani, a cominciare dagli anziani di domani. “Guardando al 2070 – si legge – la Toscana avrà tante persone oltre gli 80 anni quanti ragazzi sotto i 18. Anzi un po’ di più a dire il vero: 466mila ultraottuagenari, 443mila under 18″. E ancora: “Chi vivrà in quegli anni avrà probabilmente davanti a sè il conflitto tra l’esigenza di investire sul futuro (le nuove generazioni) in termini di servizi e opportunità e quella di spendere i soldi sui bisogni del presente (una popolazione anzianissima) sotto il profilo dell’assistenza”. Il quotidiano riporta anche i numeri di un dossier dell’Agenzia regionale di sanità, secondo cui “prima dei 75 anni di età meno del 2% per cento dei toscani perde la propria autosufficienza”, mentre questa percentuale sale al 13,1 per cento nella fascia di età 75-84 anni fino a sfiorare la metà della popolazione (45,3%) nella fascia dagli 85 anni in poi.

Il quotidiano ospita anche un’intervista al sociologo livornese Massimo Ampola, in cui si parla dei nonni, supporto fondamentale per le famiglie nella gestione quotidiana delle attività scolastiche ed extrascolastiche dei nipoti, e delle nuove prospettive e potenzialità, fuori dai canoni tradizionali, di questo ruolo e della terza età. “Non stiamo parlando di un robot trasporta-nipoti – dice Ampola – C’è un contatto umano ed è in quello che ho fiducia perchè ai nonni chiedo semplicemente di mostrare che ‘un altro mondo è possibile’“.

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