Cgil e Spi Cgil: Prestazione ‘Universale’, pochissimo per pochissimi

In Italia ci sono 4 milioni di persone non autosufficienti. I potenziali beneficiari sono solo 24.000 ovvero meno dell’1%

COS’È LA PRESTAZIONE UNIVERSALE

Dal 1° gennaio 2025 è partita la sperimentazione della Prestazione Universale, che dovrebbe integrare l’Indennità di accompagnamento.

È composta da due parti:

Quota base → 531 €/mese (Pari all’Indennità di accompagnamento)

Quota integrativa → 850 €/mese (Ma solo rinunciando ad altre prestazioni regionali/locali!)

PERCHÉ NON FUNZIONA

• I finanziamenti sono insufficienti

– Solo 250 milioni di euro all’anno (2025-2026), senza risorse aggiuntive
– Ultra80enni non autosufficienti
– ISEE sociosanitario < 6.000 €
– Titolati di indennità di accompagnamento
– Bisogno assistenziale gravissimo

• I criteri sono penalizzanti

– Chi è assistito da un familiare o già riceve cure domiciliari viene penalizzato

• Richiede la rinuncia ad altre prestazioni

– Per riceverla, bisogna rinunciare ad aiuti regionali/locali

SERVONO RISORSE VERE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA!

BASTA TAGLI E PROMESSE VUOTE

• C’è bisogno di un vero Piano di Assistenza Individuale e di fondi strutturali, CGIL e SPI CGIL chiedono al Governo di:

– Ampliare la platea dei beneficiari
– Prevedere risorse aggiuntive e non tagliare i fondi esistenti
– Garantire l’integrazione con le prestazioni regionali/locali
– Eliminare criteri penalizzanti

DIFENDIAMO I DIRITTI DI CHI NON È AUTOSUFFICIENTE!

Cgil Spi Prestazione universale locandina

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