Povertà alimentare in Toscana: a Firenze dati allarmanti e nuove azioni per garantire il diritto al cibo

La povertà alimentare è una delle emergenze sociali più urgenti anche in Toscana. È quanto emerso dal convegno “Povertà alimentare: la nuova frontiera della povertà sociale”, tenutosi il 31 marzo a Firenze e promosso a Firenze da Federconsumatori Toscana, Spi Cgil Firenze e Unicoop Firenze, che ha riunito istituzioni, esperti e realtà del territorio per analizzare il fenomeno e proporre soluzioni concrete.

Al centro dell’iniziativa, un messaggio chiaro: il cibo deve essere considerato un diritto e non un privilegio.

Poverta alimentare Firenze 31 MARZO 2026

I dati: un fenomeno in crescita tra famiglie e anziani

I numeri fotografano una situazione preoccupante. Nel 2025 sono state 7.500 le persone che si sono rivolte agli sportelli di Federconsumatori Toscana segnalando difficoltà nell’approvvigionamento alimentare, con una crescita significativa della componente anziana.

In generale, il quadro regionale mostra un aumento della povertà assoluta, che coinvolge il 4,9% delle famiglie toscane, più del doppio rispetto al 2008. Quasi la metà delle famiglie dichiara difficoltà ad arrivare a fine mese e una quota rilevante non è in grado di sostenere spese impreviste.

I numeri della povertà alimentare in Toscana

Il quadro della povertà alimentare in Toscana conferma la natura strutturale del fenomeno. Oggi circa 60.000 famiglie vivono in condizioni di povertà assoluta e oltre il 13% della popolazione è a rischio di esclusione sociale. Il 15% delle famiglie ha difficoltà ad accedere a beni essenziali e circa una su otto non è in grado di affrontare una spesa imprevista, segnale di una fragilità diffusa che può rapidamente trasformarsi in difficoltà alimentare.

Particolarmente rilevante è la condizione degli anziani: su circa 920.000 over 65 residenti in Toscana, fino al 30% può trovarsi a rischio malnutrizione o in difficoltà nell’accesso al cibo, per un totale stimato di 276.000 persone vulnerabili. Di queste, circa 140.000 risultano già in condizioni di malnutrizione.

Anche il contesto urbano di Firenze evidenzia con forza queste criticità: migliaia di persone dipendono da aiuti alimentari e circa 36.000 anziani sono a rischio malnutrizione. In una città segnata dall’aumento del costo della vita, emergono nuove forme di vulnerabilità che coinvolgono lavoratori con redditi insufficienti, famiglie in difficoltà e persone anziane spesso sole.

Batistini: “Sempre più anziani in difficoltà, servono interventi concreti”

Il tema della povertà alimentare è una questione sempre più urgente anche nel nostro territorio, dove cresce il numero di persone anziane che, pur non rientrando nelle condizioni di marginalità estrema, si trovano in difficoltà”, ha dichiarato Mario Batistini, segretario generale Spi Cgil Firenze.

Parliamo di pensionati e pensionate che hanno condotto una vita dignitosa ma che oggi, a causa dell’inflazione e dell’aumento dei costi, sono costretti a ridurre quantità e qualità della spesa alimentare. Urgono strumenti concreti: rafforzare il sostegno ai redditi, intervenire sulla tassazione delle pensioni, estendere la quattordicesima mensilità e costruire sinergie con la grande distribuzione e il mondo del sociale. Contrastare la povertà alimentare oggi significa difendere la dignità delle persone e la coesione sociale delle nostre comunità”.

Il progetto “Cosa metto nel carrello”

Tra le azioni presentate, il progetto “Cosa metto nel carrello”, promosso da Spi Cgil Firenze e Federconsumatori Toscana, punta a diffondere una cultura del consumo più consapevole, sostenibile e accessibile a tutti. Attraverso contenuti informativi, attività sul territorio e incontri nelle scuole, il progetto mira a favorire scelte di acquisto più consapevoli, promuovere la conoscenza dei prodotti e contrastare la disinformazione, con particolare attenzione alla salute e alla prevenzione.

Il decalogo contro la povertà alimentare

Durante il convegno è stato presentato un decalogo di interventi per contrastare la povertà alimentare, con l’obiettivo di garantire a tutte le persone l’accesso a un’alimentazione sana e dignitosa:

  1. Empori solidali territoriali: supermercati sociali dove le persone vulnerabili possono scegliere prodotti con una tessera dedicata
  2. Buoni alimentari stabili: trasformare i buoni spesa da misura emergenziale a strumento permanente di welfare locale
  3. Recupero e redistribuzione delle eccedenze: creare reti tra supermercati, mercati, ristoranti e aziende agricole
  4. Mense comunitarie: spazi di condivisione per ricevere cibo e rafforzare la socialità
  5. Osservatorio locale sulla povertà alimentare: raccolta dati e monitoraggio continuo
  6. Programmi di educazione alimentare: percorsi nelle scuole e nei quartieri
  7. Sostegno mirato alle famiglie: accesso a mense scolastiche e pacchi alimentari
  8. Integrazione con politiche sociali: collegare cibo, lavoro, casa e salute
  9. Coinvolgimento delle imprese: promuovere la responsabilità sociale delle aziende
  10. Governance territoriale: tavoli permanenti tra istituzioni, terzo settore e comunità

Una nuova frontiera della povertà sociale

Il caso di Firenze evidenzia con particolare forza il fenomeno: in una città economicamente dinamica convivono nuove forme di vulnerabilità, tra lavoratori poveri, famiglie schiacciate dal costo della vita e anziani soli. La povertà alimentare non riguarda più solo le fasce tradizionalmente fragili, ma si estende a una parte crescente della popolazione.

Per questo, come emerso dal convegno, è necessario un impegno condiviso tra istituzioni, sindacato, associazioni e mondo della cooperazione per garantire a tutti il diritto a un’alimentazione sana e dignitosa.

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