La Fenice
Il 16 maggio 1792 apriva ufficialmente i battenti il Teatro della Fenice a Venezia, la cui storia è assai affascinante e turbolenta. Tutto iniziò da una disputa legale. La Nobile Società dei Palchettisti, che gestiva il precedente teatro San Benedetto, perse la proprietà della struttura a favore della famiglia Venier. Decise allora di costruirne uno nuovo, più grande e lussuoso. Per l’inaugurazione fu scelta l’opera I giuochi di Agrigento di Giovanni Paisiello. Fu un vero trionfo che sancì la Fenice come il cuore pulsante della vita sociale veneziana, proprio mentre la Serenissima viveva i suoi ultimi anni di indipendenza.
La Fenice è stata un laboratorio amato dai grandi geni dell’opera. Qui sono nati capolavori che oggi sono l’ossatura del repertorio mondiale. Basterà citare Tancredi e Semiramide di Rossini, I Capuleti e i Montecchi di Belini, Rigoletto, Traviata e Simon Boccanegra di Verdi. E anche nel Novecento la Fenice è rimasta in sintonia con i tempi, inaugurando opere di Stravinskij e Britten. Il nome del Teatro è un omaggio al mitologico uccello che rinasce dalle proprie ceneri, ma è anche una fausta profezia. Il teatro è infatti sopravvissuto a tre incendi, tornando ogni volta più splendido di prima!
Teatro alla Scala
Ottanta anni fa, l’11 maggio 1946, Milano visse la riapertura del Teatro alla Scala, restaurato dopo i gravi danni causati dai bombardamenti del 1943. Quell’evento è ricordato come il Concerto della Ricostruzione. Sul podio era Arturo Toscanini, tornato appositamente dall’esilio americano.
Nonostante la distruzione bellica, l’acustica venne miracolosamente salvata, grazie a un restauro che rispettò fedelmente materiali e forme originali. In teatro vi erano 3.000 persone. E migliaia di cittadini ascoltarono il concerto dagli altoparlanti installati in Piazza della Scala e nelle strade vicine. La serata celebrò il genio italiano (Rossini, Verdi, Puccini, Boito), con un focus sull’opera, simbolo dell’identità nazionale ritrovata, e con un’attenzione particolare a Giuseppe Verdi, icona di un’Italia che voleva fortemente ripartire.
La scelta del Va, pensiero e dell’Inno delle Nazioni non fu casuale: essi rappresentavano il dolore del popolo oppresso e la speranza di una nuova fratellanza mondiale dopo gli orrori della guerra. Quella sera il pubblico conobbe una giovanissima Renata Tebaldi, che Toscanini soprannominò Voce d’angelo e che debuttò cantando nella preghiera del Mosè e nel Mefistofele.
I consigli per l’ascolto
Paisiello – I giuochi d’Agrigento – Rigon – Dynamic (2 cd)
Cherubini – Medea – Gencer, Franci – Mondo Musica (2 cd)
Rossini – Tancredi – Horne, Weikert – CBS (3 cd)
Verdi – Simon Boccanegra – Zanasi, Votto – Mondo Musica (2 cd)
Wagner – Parsifal – Ötvös – Dynamic (4 cd)
Concerto di riapertura del Teatro alla Scala, 1946 – Toscanini – Naxos (2 cd)









