Basta femminicidi! Coordinamento Donne Cgil Lucca e SPI Cgil Lucca chiedono un cambiamento

Pubblichiamo il comunicato stampa del Coordinamento donne Cgil Lucca e Coordinamento donne Spi Cgil Lucca.

Basta femminicidi! Bisogna fermare questa strage. Basta frustrazione e rabbia, basta silenzi di cordoglio! Vogliamo azioni, vogliamo fatti! Vogliamo un impegno che porti ad azioni, pratiche e investimenti da parte di tutti i componenti della società civile e delle istituzioni.

Occorrono infatti urgentemente dei corposi percorsi formativi e informativi nella scuola e negli ambiti lavorativi per l’educazione all’affettività e al rispetto, specialmente quello per le differenze. In questi percorsi è necessario introdurre il tema della parità di genere e il contrasto alla cultura del possesso. Le donne non appartengono a nessuno.

Sono necessari veri investimenti nei consultori sanitari, nei centri antiviolenza e per aumentare le case rifugio. Bisogna rendere strutturale il reddito di libertà, perché una donna povera e/o precaria non si sente libera di autodeterminarsi ed affrancarsi dai terribili contesti di violenza, molestie e vessazioni per denunciarli.

Basta ai pregiudizi di genere, agli stereotipi sociali e lavorativi che ci rendono oggetti o persone di livello inferiore!

Il femminicidio non è il momento di follia, ma la fine di un percorso fatto di violenze, vessazioni, botte, isolamento sociale, ricatti e minacce. Come quello subito dalla povera Maria Batista Ferreira da parte del marito. Anche dieci giorni prima della tragedia ci sono stati botte e insulti, ma non sappiamo se Maria abbia sporto denuncia. Per strada, dopo che aveva subito gli schiaffi del marito, si fermò una pattuglia di Carabinieri. La questione è stata sottovalutata? Perché non è scattato alcun codice di protezione?

Vanno attuati subito percorsi di tutela per evitare un ennesimo, inaccettabile, raccapricciante femminicidio. Siamo profondamente arrabbiate, frustrate e addolorate per questa vita spezzata. Maria è morta, e con lei è morta una nostra sorella, amica, madre e figlia, come lo sono tutte le donne ammazzate.

Un Procuratore, Menditto, dice che la violenza contro le donne va trattata con la stessa determinazione della lotta alla criminalità organizzata. Noi diciamo che non si deve privilegiare solo la cultura della repressione del fenomeno, occorre la prevenzione.

Siamo qui per restare, non per essere ammazzate. E noi non stiamo in silenzio: gridiamo, e faremo tanto rumore per ottenere attenzione e provvedimenti che pongano fine ai femminicidi e alle violenze contro le donne. Un impegno da portare avanti insieme agli uomini, perché un mondo migliore per le donne è un mondo migliore per tutti.

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