Tomaso Albinoni
L’otto giugno 1671 nasceva Tomaso Albinoni, una delle figure eminenti del barocco veneziano. Benché oscurato dal “colosso” Vivaldi, egli rappresentò l’anima nobile ed elegante della Venezia signora della musica europea.Figlio di un ricco produttore di carta, per gran parte della carriera si definì il dilettante veneto, per ribadire che componeva per puro piacere e prestigio, libero dai legami contrattuali dei musici di mestiere.
La sua musica fu meno impetuosa e ardita di quella vivaldiana, ma dotata di una linearità melodica impeccabile e di un equilibrio formale quasi classico. Scrisse molto per il teatro (81 opere, molte perdute) e tanta musica strumentale. I suoi Concerti per oboe hanno elevato lo strumento a una voce quasi umana, dal lirismo struggente.
Paradossalmente il suo brano più noto ed amato, l’Adagio in sol minore, è in realtà un falso. Fu composto nel 1958 dal musicologo Remo Giazotto che dichiarò di averlo ricostruito partendo da un frammento trovato tra le macerie della Biblioteca di Dresda dopo la Seconda Guerra Mondiale. Albinoni occupa un posto di rilievo come ponte tra lo stile contrappuntistico e quello galante, un ponte fondato sulla purezza del canto.
Richard Strauss
Dell’undici giugno 1864 era invece Richard Strauss, l’ultimo grande titano del Romanticismo tedesco. Fanciullo prodigio cresciuto nel culto della musica classica, mutò radicalmente la sua estetica dopo l’incontro con le opere di Wagner. Ebbe due vite compositive distinte. Tra fine Ottocento ed inizio Novecento perfezionò il genere del poema sinfonico con capolavori come Così parlò Zarathustra, Don Juan, Till Eulenspiegel e Una vita d’eroe. Maestro assoluto del colorismo orchestrale, portò il linguaggio delle masse strumentali a inaudite vette di complessità e potenza espressiva, raramente eguagliate.
Dal 1905 si dedicò intensamente al teatro d’opera. Con Salomè ed Elektra si spinse ai limiti estremi dell’atonalità e dell’espressionismo, scioccando il pubblico per la violenza sonora e psicologica. Tornò al Classicismo con Il cavaliere della rosa, del 1911, primo esito della feconda collaborazione con Hofmannsthal. Nel 1948 scrisse i Quattro ultimi lieder, meditazione sublime e serena sulla morte e sul tramonto di un’intera epoca culturale. Fu l’ultimo testimone di un mondo che stava scomparendo e consegnò al futuro una tecnica compositiva che ancora oggi è riferimento per ogni orchestratore.
I consigli per l’ascolto
Tomaso Albinoni
Adagio in sol minore e Concerti per oboe op. 9 – I Musici – Philips (2 cd)
Concerti a cinque op. 5 e 7 – I Musici – Philips (2 cd)
Sei Sonate da chiesa op. 4 – Wallfisch – Hyperion
Arie d’opera – Ana Quintans – DHM
Richard Strauss
Integrale orchestrale – Kempe – EMI (9 cd)
Concerti per oboe e per violino – Ashkenazy – Decca
Miscellanea – Capuçon, Ozawa – DGG
Tutte le opere – Solti – Decca (15 cd)









