Per celebrare insieme il 1º maggio condividiamo alcuni dei vostri pensieri dedicati al lavoro
1º maggio. Che cosa ti ha insegnato il lavoro, o cosa significa il lavoro per te oggi?
- Il lavoro mi ha insegnato diverse stati, il più importante di andare avanti con grinta e coraggio.
Teresa, 77 anni, pensionata - Il lavoro è stato il mio contributo alla società nella quale vivo per tutto quello che essa ha dato a me nella mia esistenza attuale e futura.
Silvano, 85 anni, pensionato - Dignità e rispetto degli altri. Difesa dei diritti acquisiti e lotte per acquisirne di nuovi.
Riccardo, 68 anni, pensionato
- Il lavoro è dignità, e per esserlo deve essere rispettato, tutelato e soprattutto sicuro
Riccardo, 69 anni, pensionato
- Il lavoro mi dà dignità — ma solo se è dignitoso. Viene da un’epoca in cui era il luogo principale del senso della vita; per me è diverso: è uno spazio importante, eticamente allineato ai miei valori, ma non il tutto. Non voglio che mi totalizzi. Voglio che rispetti i miei tempi, la mia crescita personale, che mi stimoli senza consumarmi. Il lavoro che cerco — e che difendo — è quello che lascia spazio all’individuo intero, non solo al lavoratore.
Lapo, 32 anni, progettista sociale - Il lavoro che ho scelto da’ pienezza di senso alla mia vita.
Francesca, 48 anni, cooperatrice - Creazione si senso, lavoro di squadra, autonomia e potenzialità
Chiara, 34 anni, dipendente impresa sociale
- Lavoro significa possibilità di avere una casa, sfamare la propria famiglia, portare un contributo nella società.
Alessandra, 42 anni, project manager - Lavoro significa mettersi insieme per cambiare in meglio un pezzettino di mondo.
Gemma, 29 anni, ricercatrice - Per me il lavoro è stato gavetta ma anche ricerca e conquista. Soddisfazione e impegno. Il raggiungimento di un obiettivo conquistato non solo per me ma anche per la mia famiglia.
Antonella, 46 anni, odontoiatra - La condivisione di ogni attimo, nel rispetto reciproco di compiti e ruoli ,è stato il piu bel insegnamento ricevuto e ricambiato. Il lavoro è alta dignità umana, un diritto che non può e deve mai mancare.
Luca, 70 anni, pensionato - Il lavoro se portato avanti con coscienza e dedizione è l’architrave di una nazione sana e libera da condizionamenti.
Mario, 55 anni, impiegato - Il lavoro mi ha resa libera di fare le mie scelte.
Laura, 67 anni, pensionata - Lavorare significa essere vivi e poter condurre una vita autonoma, e’ la possibilità di scegliere e la dignità nel poter esprimere le proprie opinioni.
Anna Maria, 88 anni, pensionata - Non bisogna lavorare da soli. La solitudine nel lavoro è micidiale.
Laura, 77 anni, pensionata - Speranza nel futuro, contributo alla crescita della società.
Fiorenzo, 74 anni, pensionato - Il lavoro è importantissimo, fondamentale nella vita, dà la possibilità di socializzare, di partecipare alla vita insieme agli altri. Ma occorre che sia un lavoro ben retribuito e non sottopagato come purtroppo accade ancora troppo spesso.
Angela, 72 anni, pensionata - Il lavoro mi ha insegnato che insieme si ottengono risultati migliori.
Stefano, 69 anni, pensionato - Il lavoro ti rende libera perché con quello puoi realizzarti.
Sabrina, 47 anni, OSS - Nella società contemporanea il lavoro è insieme necessità e norma morale: garantisce la sopravvivenza e legittima il nostro ruolo sociale. Finisce per definirci, ma non dovrebbe esaurire ciò che siamo.
Francesca, 38 anni, insegnante - Per me il lavoro è ciò che serve: fare cose utili, che abbiano un senso e che permettano di vivere pienamente. “La terra è di chi la lavora” richiama dignità e giustizia, ma anche concretezza. Si lavora per vivere, non si vive per lavorare. Non credo che siamo il nostro lavoro: è una visione utilitaristica e autosfruttante da superare. Meglio separare lavoro e identità, o almeno non considerarli automaticamente coincidenti: riduce e impoverisce ciò che siamo.
Dario, 43 anni, project manager - Il lavoro è presenza, passione, sforzo, soddisfazione. Ma è anche famiglia e casa. Vorrei che il lavoro tornasse ad essere il principale strumento di sviluppo sociale ed economico della collettività.
Andrea, 41 anni, direttore amministrativo
- Il lavoro per me ha rappresentato indipendenza e dignità.. Ha permesso a mio marito, ai miei figli ed a me di vivere una vita decorosa e tranquilla. Come scrive il grande Gianni Rodari in una sua poesia “Il pane”: Sarà una data da studiare a memoria: un giorno senza fame! Il più bel giorno di tutta la storia.
Antonella, 68 anni, pensionata - Il lavoro mi ha dato la possibilità di progettare il futuro, avere un ruolo della società e il rispetto per gli altri.
Mariangela, 72 anni, pensionata - Sono stato fortunato ad avere un lavoro che mi ha insegnato a condurre una vita nel rispetto, avere una famiglia, educare i figli ad essere nel migliore dei modi.
Gabriele, 66 anni, pensionato - Il lavoro mi ha insegnato a conoscere le persone, sotto tutti i punti di vista. Oggi sono in pensione ma lavoro ancora come consulente. Purtroppo noto che troppe persone vanno avanti perché sono amici degli amici, a discapito di altri più meritevoli.
Mario, 78 anni, pensionato - Vita. Indipendenza. Libertà. Dignità.
Ornella, 71 anni, pensionata - Per me il lavoro è sentire che sto facendo qualcosa di buono e svegliarmi serena la mattina.
Chiara, 38 anni, community manager - Mi ha insegnato il sacrificio, la soddisfazione di raggiungere obiettivi e sbloccare abilità che non credevi di avere, che spesso non esiste meritocrazia ma che allo stesso tempo tutto ciò che fai, prima o poi ti ritorna (nel bene e nel male).
Federica, 32 anni, responsabile risorse umane - Il lavoro, oggi, è anche rinuncia: a volte significa non essere presenti quanto vorremmo, ad esempio con i figli o nella vita privata. È compromesso dentro condizioni socio-economiche che non scegliamo del tutto. È rispetto delle scelte altrui, anche quando non le condividiamo, e capacità di convivere con punti di vista diversi. È pazienza, impegno quotidiano e apprendimento continuo: un processo in cui si impara, si cambia e si cresce sempre.
Eleonora, 39 anni, direttore di produzione - Significa “servizio”, un modo di essere utile alla collettività e di contribuire alla comunità. Significa diritti e significa riconoscimento perché nell’evoluzione del lavoro non si deve perdere mai la dignità della persona e la possibilità di rendere il lavoro parte della crescita personale.
Ilaria, 35 anni, impiegata - Lavoro è avere ogni minuto dell’agenda prenotato.
Riccardo, 41 anni, lavoratore dipendente
- Il lavoro è un diritto, o almeno dovrebbe esserlo, ma c’è ancora tanta disuguaglianza e tante ingiustizie. Tutta la mia famiglia, attraverso il sindacato, si è prodigata perché tutti fossimo liberi e uguali ma ancora oggi siamo ben lontani dal risultato.
Ivana, 75 anni, pensionata - Il lavoro fa parte della vita di una persona, permette lo sviluppo della coscienza di una persona e la sua maturazione civile e sociale.
Andrea, 70 anni, pensionato - Sembra l’unico argomento concesso alla mia generazione. Di per sé non sarebbe nemmeno un male, ma lo hanno trasformato in una prigione.
Carlo, 33 anni, illustratore - Il lavoro mi ha insegnato che con l’impegno e l’attenzione alla particolarità di ogni essere umano si ottengono sempre buoni risultati.
Lucia, 73 anni, pensionata - La mia generazione ha vissuto il lavoro come costrizione, o per guadagnare o solo per sostegno familiare. Oggi posso scegliere e vivere il lavoro come scelta.
Angelita, 59 anni, parrucchiera - Il lavoro è indipendenza economica, sviluppo sociale e programmazione familiare. Quando manca o è troppo precario si parla di sfruttamento se non, a volte, anche di schiavitù.
Roberto, 71 anni, pensionato - Io ho fatto il medico ospedaliero per scelta, per contribuire a portare a compimento la riforma sanitaria.
Il lavoro mi ha dato grandi soddisfazioni oltre a grattacapi Per questo soffro a vedere tanti giovani che fanno lavori precari e mal pagati.
Eleonora, 73 anni, pensionata
Il 25 aprile, il 1° maggio e il 2 giugno non sono soltanto date sul calendario. Sono la libertà conquistata, il lavoro difeso ogni giorno, la Repubblica che abbiamo scelto di essere. Con la campagna “La nostra storia, la tua voce” abbiamo chiesto a pensionate e pensionati, a lavoratori e lavoratrici e alle nuove generazioni di lasciarci una frase, un pensiero o una testimonianza compilando questo form online









