Trasporti per anziani? Meglio se gratis

In vari paesi a chi percepisce pensioni basse è garantito il trasporto gratuito o quasi. Da noi ci sono agevolazioni, ma si può fare di più

(dal numero di febbraio 2023 di LiberEtà Toscana)

Il diritto di muoversi anche se non si hanno soldi per farlo. I trasporti gratis per le fasce più deboli della popolazione, in particolare gli anziani, i pensionati che vivono con la pensione minima o poco più. Qualcosa si muove in questa direzione in Europa. Lo scorso anno alcuni paesi hanno introdotto per la prima volta i trasporti gratuiti. O quasi. Lo ha fatto la Germania, che da giugno a settembre ha sperimentato il biglietto unico a nove euro al mese, valido in tutto il paese, per bus, tram, metro, treni regionali, per tutti. L’iniziativa è stata un successo. Hanno comprato il biglietto a nove euro quasi quaranta milioni di persone, il 20 per cento delle quali non usava quasi mai i mezzi pubblici. Un altro 27 per cento li utilizzava meno di una volta al mese. A giugno scorso la Germania ha registrato un aumento di oltre l’80 per cento di viaggi in treno nei fine settimana rispetto al 2019. L’iniziativa tedesca ha avvicinato la popolazione, anche quella meno abituata, al trasporto pubblico e ha limitato molto l’inquinamento legato all’uso delle auto, obiettivi entrambi spesso sbandierati da tante nostre amministrazioni più a parole che nei fatti.

Nella Spagna guidata dal governo socialista di Pedro Sanchez da settembre scorso fino alla fine di dicembre 2022 era possibile usare gratis i trasporti locali (l’abbonamento veniva rimborsato al 100 per cento). La ministra dei Trasporti, Raquel Sanchez, ha spiegato che la
misura è servita ad aiutare le persone e le famiglie più povere. È stato calcolato che nei casi di lavoratori pendolari e studenti la misura ha permesso di risparmiare circa un migliaio di euro a famiglia. Solo nella regione di Madrid il pass è stato utilizzato nelle prime settimane da oltre centomila utenti. E in Italia? È possibile introdurre il trasporto pubblico gratuito per certe fasce di popolazione? Per gli anziani che vivono con livelli di pensione da fame? In Italia, nel 2021, dai dati dell’Inps risulta che quasi tredici milioni e mezzo di assegni (il 59,2 per cento del totale) sono inferiori a mille euro al mese: di queste, 4.930.000 sono inferiori a cinquecento euro mensili, 8.531.000 sono comprese tra cinquecento e mille euro. Poi ci sono 3.262.000 pensioni (14,3%) tra mille e 1.500 euro al mese. In Toscana (dati Inps al 1° gennaio 2022) sono 1.138.000 i certificati di pensione tra i residenti toscani. L’importo medio mensile è pari a 1.011 euro. Grosseto è la provincia con il valore più basso (930 euro), Firenze con quello più alto (1.071).

In Italia sconti in base all’Isee. Qualche esempio di trasporti pubblici gratuiti in Italia esiste, ma nella maggior parte dei casi vengono concesse tariffe scontate in base al valore del reddito Isee. Le agevolazioni cambiano da città a città, da una zona all’altra. Gli sconti
per la verità non sono sempre significativi e anche coloro che vivono con la pensione minima, con redditi bassi, finiscono spesso per pagare i trasporti pubblici locali. È giusto? Ecco alcune situazioni riferite al 2022: a Padova la carta over 70 permette di viaggiare gratis a chi ha compiuto almeno settant’anni. Ma solo in certe fasce orarie: dalle 9 alle 12 e dalle 14,30 a fine servizio, tutti i giorni, anche nei festivi. A Piacenza dal 14 ottobre scorso è scattata l’operazione Senior bus. Chi ha più di 70 anni ed è residente nel comune può chiedere questa carta, la paga cinque euro e può girare gratis tutto l’anno anziché pagare l’abbonamento annuale che costa 209 euro. Vale per tutti, non dipende dal reddito. Inoltre, ci sono esenzioni per chi ha compiuto 65 anni e ha un Isee inferiore ai quindicimila euro. Alla fine di ottobre erano già più di 1.500 gli anziani che avevano chiesto la carta. In Trentino Alto Adige con la carta over 70, costo quattro euro e validità cinque anni, si può circolare gratis a prescindere dal reddito.

Nella capitale e a Milano. A Roma viaggiano gratis su tutti i mezzi Atac solo coloro che hanno più di 70 anni, sono residenti a Roma e hanno un reddito Isee che non superi i quindicimila euro. Tutti gli altri pagano. Alcune categorie di persone pagano meno: gli
over 65, residenti a Roma, per l’abbonamento annuale ordinario che costa 250 euro pagano 120 euro se hanno un Isee fino a 10.000 euro, 130 con Isee tra 10 e 15.000 euro, 150 euro con Isee tra 15 e 20.000 euro. Gli invalidi civili e del lavoro con oltre il 67 per cento
di invalidità, gli invalidi con accompagno, i titolari di pensione o assegno sociale Inps (categoria As o Ps) pagano l’abbonamento da 20 a 50 euro all’anno in base all’Isee (se inferiore a 10.000 euro o superiore a 15.000). A Milano la tessera annuale gratuita spetta ai residenti con oltre 65 anni e reddito Isee fino a 16.000 euro. Le persone con oltre 65 anni e i pensionati con oltre 60 anni pagano 170 euro anziché 330 annui ma con limiti di orario nell’uso dei mezzi pubblici (300 euro l’anno, invece, senza limitazioni di orario).

Nella nostra regione
. Nel 2022 in Toscana gratis non viaggiava nessuno. La Regione Toscana ha previsto una tariffa agevolata per coloro che hanno un reddito Isee inferiore a 36.151,98 centesimi (va fatto il cosiddetto tagliando Isee nominativo). Poi ci sono i biglietti
e abbonamenti agevolati legati alla legge regionale 100/98 che riguarda invalidi civili e del lavoro (grado invalidità uguale o superiore al 67 per cento), disabili gravi, ciechi e sordomuti, invalidi minori di 18 anni con accompagnamento. Nella lista è incluso anche chi ha più di 65 anni con reddito annuo ai fini Irpef non superiore alla pensione minima Inps
maggiorata del 25 per cento se vive solo oppure con reddito di coppia pari a non oltre due volte la pensione minima Inps se sposati. In questi casi è possibile ottenere un’ulteriore riduzione del 40 per cento. L’abbonamento urbano annuale agevolato nel 2022 costava 62 euro, quello urbano minimo Inps 37 euro.

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