Tirinnanzi: “L’invecchiamento sano e attivo passa dall’inclusione digitale”

L’invecchiamento sano e attivo non può prescindere dall’inclusione digitale, specialmente per le persone anziane che vivono nelle aree più distanti e decentrate della regione. In questi anni lo Spi Cgil Toscana ha lavorato molto sul tema dell’innovazione digitale a misura di anziano, dapprima con il progetto “A casa in buona compagnia”, poi con l’apertura di alcune Botteghe della Salute, fino ad arrivare al progetto “Connessi in buona compagnia”, che mira ad aiutare gli over 65 nell’utilizzo delle tecnologie digitali. Giampaolo Tirinnanzi, che per il sindacato pensionati sta seguendo il progetto, ci ha raccontato a che punto siamo e quali saranno i prossimi passaggi.

Il 21 giugno hai partecipato alla Giornata regionale per la promozione dell’invecchiamento sano e attivo promossa dalla Regione Toscana (LINK). Che cosa è emerso nel corso dell’iniziativa?
Nella nostra regione la popolazione anziana è numericamente rilevante e tra le più anziane d’Italia, questo significa che qui da noi ci si cura di più e si vive meglio. E anche se buona parte degli anziani toscani è affetta da patologie croniche, tutto sommato è possibile trascorrere bene questa ultima parte della vita se si mantiene uno stile di vita attivo, si fa attività fisica, si tiene il cervello allenato e si vive in un contesto sociale buono. Durante il convegno si è parlato di come le esperienze di abitare solidale possono migliorare la qualità della vita di un anziano solo, di come rimanere mentalmente attivi e curiosi attraverso app culturali che consentono di fare il giro del mondo ‘a distanza’, di attività fisica adattata e personalizzata.

Sei intervenuto al convegno parlando dei progetti che Spi Toscana ha promosso in questi anni in materia di inclusione digitale e in particolare del progetto “Connessi in buona compagnia”. A che punto è oggi il progetto?
Inizialmente Spi Toscana ha proposto il progetto “A casa in buona compagnia”, che aveva come obiettivo quello di consentire il telemonitoraggio di alcune patologie della persona anziana rimanendo nella propria abitazione. Come Spi Cgil abbiamo anche aperto alcune Botteghe della Salute nelle province di Prato e Pistoia. Poi abbiamo avviato “Connessi in buona compagnia”. Ora la Regione Toscana ha emesso un avviso pubblico, rivolto agli enti locali toscani, per il finanziamento dei Centri di facilitazione digitale a valere su fondi PNRR, la cui scadenza è stata prorogata al 26 giugno. L’avviso si rivolge agli enti locali toscani che possono attivare i centri in proprio oppure in co-progettazione con enti del terzo settore. Il progetto della rete dei centri di facilitazione digitale impegna la Regione ad aprire 169 centri di facilitazione digitale entro il 31.12.2024, di cui il 75% entro la fine del 2023. Entro la fine del 2025 dovrà essere raggiunto un certo numero di cittadini, ad esempio un Comune da 5mila a 10mila abitanti dovrà intercettare in due anni 500 persone. Come sindacato il nostro obiettivo è che questi centri aprano: quello che possiamo fare è mettere a disposizione le nostre sedi oppure una volta aperti collaborare alla loro promozione tra gli anziani sui territori.

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