Le belle feste di primavera

Il 25 aprile, il 1° maggio e il 2 giugno cadono in una splendida stagione della nostra storia collettiva

(dal numero di maggio 2023 LiberEtà Toscana)

Poniamo un attimo attenzione alle seguenti date: il 25 aprile, il 1° Maggio e il 2 giugno, tre feste concentrate in una stagione meravigliosa della nostra storia repubblicana. Per definire questa stagione prendiamo in prestito il titolo di un bel libro, La primavera della democrazia di Giuseppe Sircana, edito da Meta edizioni, casa editrice della Fiom Cgil. Ognuno si guardi intorno e cerchi di associare le tre date a un episodio di cronaca, a un’azienda che chiude, a un progetto di legge che spaccherebbe in due l’Italia, per cui bisogna mobilitarsi perché vanno in direzione contraria allo spirito delle tre feste (lo stesso della nostra Costituzione). Una prima data potrebbe essere il 4 marzo scorso a Firenze, con la straordinaria manifestazione di quarantamila persone in difesa della scuola pubblica e della Costituzione antifascista. Una seconda data è quella del 25 marzo, con i quindicimila scesi in piazza a Firenze, per la ex Gkn di Campi Bisenzio, chiusa da due anni e con i lavoratori senza stipendio.

Non è una data ma va associata alla festa del 2 giugno il progetto di legge sull’autonomia differenziata presentato dal governo di centrodestra. «Perché non trasformare la festa della Repubblica in una giornata di mobilitazione, di resistenza – dice Alessio Gramolati, segretario dello Spi Cgil Toscana – contro questo progetto che mira a dividere il paese, che va contro l’articolo 5 della Costituzione che recita: “L’Italia è una e indivisibile”?». Il 25 aprile, il 1° Maggio e il 2 giugno sono tre momenti della nostra storia repubblicana il cui significato ideale ha magari un po’ perso lo smalto iniziale nonostante i temi originari di fondo siano tornati a essere di una sconcertante attualità. C’è quindi urgenza di riannodare attorno al 25 aprile, al 1° maggio e al 2 giugno i fili della memoria, che non può essere dispersa e annacquata ma aiuta a capire.

L’atlante delle efferatezze naziste e fasciste avvenute in Toscana registra 822 episodi tra il 1943 e il 1945. L’elenco delle stragi è impressionante: furono 4.457 le vittime e in proporzione la Toscana fu la più colpita. La lotta partigiana contro i nazifascisti ha un senso profondo, di riconquista della libertà. La Costituzione italiana è nata, ha tratto linfa da quella lotta. Scrive Piero Calamandrei, giurista fiorentino e padre costituente: «Se voi volete andare in pellegrinaggio nei luoghi dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati». Nel mare di opinioni da cui oggi siamo travolti è il caso di ripartire da questo punto fermo: la Costituzione italiana è antifascista, non solo per la XII disposizione, ma «perché ogni singolo articolo, soprattutto nella parte in cui si dichiarano i princìpi fondamentali sui quali si regge la Repubblica, è scritto in modo trasparente in antitesi con la teoria e la prassi del fascismo», dice Dario Venegoni, presidente dell’Aned. Questo lavoro di ricucitura col passato – insisto – bisogna farlo con riferimento a quanto accade attorno a noi. I quarantamila di Firenze sono, idealmente, una perfetta anticipazione del programma di iniziative per il 25 aprile di quest’anno. Come lo sono per il 1° maggio le manifestazioni che accompagnano la vertenza della Gkn, diventata un caso nazionale. Contrariamente al 25 aprile e al 1° maggio, il 2 giugno, la festa della Repubblica, «non ha mai suscitato quel
coinvolgimento popolare che caratterizza, ad esempio, la tradizione del 4 luglio negli Stati Uniti o del 14 luglio in Francia. Oltre alla parata militare in via dei Fori imperiali, sembra svanita la memoria dell’atto di nascita della Repubblica e dello spirito costituente che l’ha ispirato», come fa notare Sircana nel suo libro. Ma a dare la svolta e un rinnovato vigore ha provveduto indirettamente il governo di centrodestra con il progetto di legge sull’autonomia differenziata, che sarà il tema delle manifestazioni per la festa della Repubblica. Bisogna ascoltare le piazze, quando indicano la strada giusta per tenere vivi, perché ancorati alla realtà dei fatti, i significati di queste tre feste.

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