Anziani non autosufficienti: Cgil, nessuna risorsa aggiuntiva e contributo solo per lo 0,6% degli anziani non autosufficienti ma non è il problema principale

Pubblichiamo la nota della Cgil sullo schema di decreto legislativo sulla non autosufficienza approdato in Commissione Affari sociali alla Camera.

Lo schema di decreto legislativo su anziani e non autosufficienza è appena arrivato in Commissione affari sociali della Camera. Purtroppo, si conferma il nostro giudizio: troppi rinvii e nessuna risorsa per dare risposte ai bisogni di milioni di anziani non autosufficienti.
Dopo gli annunci trionfalistici evocanti suggestive cifre a nove zeri di Presidente del Consiglio, Ministra e Viceministra del Lavoro e Politiche Sociali, i numeri contenuti nel testo confermano la totale assenza di risorse aggiuntive per finanziare le nuove misure. In particolare, non c’è nessun euro in più per sostenere la cosiddetta ‘prestazione universale’ di 850 euro al mese, che di universale ha ben poco, poiché i destinatari sono individuati con criteri estremamente restrittivi (almeno 80 anni, ISEE fino a 6 mila euro, assegno di accompagnamento e non autosufficienza con bisogno assistenziale gravissimo).
A livello nazionale si stima che la misura riguarderà al massimo 24.500 persone, a fronte di una platea di 3,8 milioni di anziani non autosufficienti, di cui un milione con l’assegno di accompagnamento: solo lo 0,6% degli anziani non autosufficienti e il 2,3% degli over 80 anni con assegno di accompagnamento.
In una regione come la Lombardia, con oltre mezzo milioni di anziani non autosufficienti (di cui 157 mila con assegno di accompagnamento) i possibili percettori degli 850 euro per “remunerare il costo del lavoro di assistenza e cura” (badante o assistente familiare) saranno meno di 3.650 anziani. In Emilia Romagna si attesteranno su circa 1.530 (con 345 mila anziani non autosufficienti di cui 66 mila con ‘accompagnamento), mentre nel Lazio saranno circa 2.590, in Sicilia 1.940, in Umbria 670. Come si finanzia la propaganda del Governo? I 250 milioni per il 2025 e per il 2026 per la misura saranno presi dal Fondo per la non autosufficienza (75 milioni), altri dal Programma per l’inclusione e la lotta alla povertà (125 milioni) e dalla Missione 5 del PNRR (50 milioni).
Al di là degli annunci, la realtà è che la quasi totalità delle persone che attendevano risposte alle loro fragilità e ai loro drammi continueranno ad essere lasciate sole. Inoltre, se il Governo è riuscito a rispettare la scadenza del 31 gennaio prevista dalla legge delega, sono più di 20 i rinvii a ulteriori decreti attuativi, linee guida e disposizioni di legge regionale da adottarsi nei prossimi mesi. Tutto rinviato o quasi, dunque, in quanto il nodo delle risorse ha evidentemente impedito di trovare nel decreto indicazioni precise sulla realizzazione della rete domiciliare e sul rilancio della residenzialità, senza le quali non ci potrà essere nessuna reale presa in carico della condizione di fragilità della persona anziana da parte del sistema pubblico.

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