Una questione di civiltà

daniela-cappelli

«Come ormai tutti sappiamo, la Consulta si è pronunciata sui tre referendum promossi dalla Cgil su articolo 18, voucher e appalti.

Sul quesito relativo all’articolo 18 (ossia la possibilità di reintegro del lavoratore soggetto al licenziamento illegittimo) la Consulta ha deciso per il no, mentre gli altri due sono stati accettati.

Per quanto riguarda il quesito relativo ai voucher, la Cgil chiede di cancellare una norma che ha portato a un utilizzo in maniera abnorme, flessibile e illegittima di questo strumento: ciò che la CGIL vuole è riscrivere una disciplina più giusta e più equa che regoli il lavoro accessorio come del resto previsto nella stessa Carta dei Diritti proposta dalla CGIL. Per quanto riguarda la norma sugli appalti (che rischia di sembrare meno importante, ma non è così per le ovvie ripercussioni sui lavoratori interessati), la Cgil chiede di ripristinare la norma per la responsabilità in solido tra appaltante e appaltatore che possa aiutare ad assicurare una tutela per l’occupazione dei lavoratori nei casi di cambi d’appalto, ma anche regole per una concorrenza leale tra le imprese.

A che punto siamo? A febbraio avremo le motivazioni della sentenza per quanto riguarda la bocciatura del quesito che riguarda l’articolo 18 e capiremo meglio le ragioni di questa decisione. Nel frattempo, aspettiamo che venga definita la data del voto. In questi giorni all’interno dell’Organizzazione si stanno valutando le iniziative che possano accompagnare la campagna referendaria, che è già iniziata, per far capire meglio i contenuti dei quesiti e permettere a tutti di farsi un’opinione partecipata.

Lo Spi è la categoria che rappresenta i pensionati, e porta avanti i valori della Cgil: i quesiti referendari costituiscono per noi norme di civiltà che devono essere in qualche maniera ristabilite, e daremo il nostro pieno supporto e contributo alla campagna referendaria. Accanto a tutto ciò, continueremo a batterci per la nostra proposta di legge popolare per la Carta dei diritti. Perché la Carta dei Diritti insieme ai referendum su voucher e appalti (temi che riguardano milioni di persone), e la battaglia per l’articolo 18, fanno parte per noi di una idea di società e di come si sta nel lavoro anche per il futuro, per i nostri giovani. Perché per noi la libertà delle persone passa attraverso i loro diritti, e la loro sicurezza.

Mi preme anche ricordare che insieme a questo abbiamo anche l’impegno di portare avanti la cosiddetta “fase 2” contenuta nell’importante verbale d’intesa sulle pensioni (firmato da governo e sindacati il 28 settembre dello scorso anno, ndr) che poi è entrato nella legge di Bilancio. Una fase indispensabile per dare ulteriori risposte ai pensionati (e non solo) che per anni e anni hanno visto penalizzate le proprie pensioni. Risposte a partire da un sistema più equo di rivalutazione di tutte le pensioni, costruzione di uno strumento che si adegui al costo reale del potere di acquisto, impegno per rispondere al lavoro di cura e il tema molto importante della definizione di una pensione minima di garanzia per le nuove generazioni.

Intanto stiamo lavorando per la campagna referendaria, perché ridare i diritti al lavoro vuol dire cambiare il Paese, e per noi significa farlo partendo dalle persone che sono più in difficoltà».

Daniela Cappelli, Segretaria Generale Spi Cgil Toscana