Invecchiamento attivo: un modello da ripensare

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Anziani solo come un problema sanitario e un costo,
o come una risorsa, anche economica? La popolazione mondiale sta invecchiando,
ed è necessario trovare modalità e approcci che diano risposte concrete.
Lo Spi Cgil Toscana mette a confronto studiosi ed esperti

L’invecchiamento, diceva Kofi Annan, è un processo che inizia dall’infanzia e che necessita di un’educazione alla vecchiaia, ed è una battaglia dei giovani di oggi per preparare il domani.

Un domani che è dietro l’angolo. Secondo una relazione della UE, entro il 2060 quasi un terzo degli europei avrà 65 anni o più, su una popolazione totale di 517 milioni (quindi poco più numerosa rispetto ai 502 milioni del 2010).
Un domani che già oggi: in Toscana dei 3.744.000 abitanti, il 24,9% sono ultrasessantacinquenni, pari a poco più di 900 mila persone. E da una analisi dei dati della stessa Toscana, emerge che già oggi le famiglie unipersonali sono costituite per il 47% (214.000) da over 65. Una cifra destinata ad aumentare se consideriamo la fascia di età 45-64 anni, dove oggi contiamo oltre 118 mila famiglie unipersonali.

Il problema non è solo vivere di più, ma soprattutto vivere meglio. Ciò di cui abbiamo bisogno è un ripensamento complessivo dell’organizzazione sociale, sanitaria e produttiva e del contributo che alla società possono dare gli uomini e le donne, nelle diverse fasi della loro vita.

Per ribaltare l’opinione largamente diffusa riguardo ai temi dell’invecchiamento – quella che considera gli anziani solo come un problema sanitario e un costo, come il destinatario passivo di politiche di assistenza e mai come una possibile risorsa, come invece è: un serbatoio di energie, conoscenze, capacità professionali e relazionali da attivare e da mettere al servizio della collettività; ma anche una risorsa economica: secondo uno studio di Bank of America la “Silver economy” vale attualmente 7 mila miliardi di dollari – il Sindacato pensionati della Cgil Toscana dedica la 21° Festa di LiberEtà a un confronto su queste questioni con sindacalisti ed esperti di diversi settori.

Appuntamento il

13 settembre alle 9.30 al Teatro de’ Rozzi di Siena (piazza Indipendenza)

con la tavola rotonda “Il cielo non è per tutti. Analisi e proposte su temi, problemi e opportunità legati all’invecchiamento”.
Partecipano Dalida Angelini, segretaria generale Cgil Toscana; Stefano Bartolini, docente di Economia politica (Università di Siena); Chiara Saraceno, docente di Sociologia della famiglia (Università di Torino); Enrico Pugliese, docente di Sociologia del lavoro (Università di Roma); Ivan Cavicchi, docente di Sociologia delle organizzazioni sanitarie (Università Tor Vergata di Roma); Ivan Pedretti, segretario generale Spi Cgil nazionale. Introduce e coordina Daniela Cappelli, segretaria generale Spi Cgil Toscana.

Nel pomeriggio, alle 15,30 ai Giardini della Lizza, manifestazione pubblica con la premiazione dei diffusori di “LiberEtà”, il mensile dello Spi Cgil nazionale, e le conclusioni del segretario generale Ivan Pedretti.

Firenze, 9 settembre 2016