Assemblea Spi Cgil nazionale: necessario vigilare sull’intesa con il governo

assemblea-nazionale-spi-cgil-04_10_2016

Si è svolta ieri a Roma l’Assemblea generale nazionale dello Spi Cgil, che ha concentrato la sua attenzione sui risultati raggiunti negli incontri avuti con il governo e culminati con la firma di un verbale d’intesa.

Nell’introduzione la segretaria nazionale Vera Lamonica ha sottolineato, anzitutto, il valore politico dell’accordo, che viene dopo quasi 10 anni di vera e propria incomunicabilità con i diversi governi che si sono succeduti nel tempo. I punti centrali sono riassunti nell’equiparazione della “no tax area” per pensionati e lavoratori, nell’allargamento della platea di beneficiari della 14° mensilità, nell’Ape Sociale che permetterà a migliaia di pensionandi di anticipare la loro uscita dal lavoro senza ulteriori costi.

All’attenzione dell’Assemblea anche la cosiddetta “fase 2”, che affronterà anche molti temi della Legge Fornero, una fase da realizzare con l’intera Cgil, visti gli argomenti in agenda.

I molti interventi hanno sottolineato il valore politico dell’intesa e la necessità di coinvolgere i territori per informare gli anziani sui risultati raggiunti e, al tempo stesso, per tenere alto il livello d’attenzione sulle scelte del governo durante l’approvazione della Legge di Stabilità, così da garantire le risorse necessarie per gli accordi raggiunti. È per questo che il segretario generale dello Spi Cgil nazionale Ivan Pedretti, concludendo, ha invitato tutte le Leghe a promuovere assemblee aperte ad iscritti e simpatizzanti per informare e vigilare, e al tempo stesso per iniziare la fase 2 così come previsto dal verbale sottoscritto con il governo.

«E’ un verbale d’intesa importante, finalmente si inverte la tendenza degli ultimi anni e cominciamo ad avere delle risposte – commenta la segretaria generale dello Spi Cgil Toscana Daniela Cappelli. La fase 2 sarà poi fondamentale anche per aprire la partita del lavoro per i giovani. Ora passiamo alle assemblee per informare pensionati e lavoratori. Abbiamo bisogno infatti anche della loro partecipazione per il sostegno alla fase 2: ci sono ancora molte cose da fare».